A questo Poeta tunisino ,ci sono arrivata facedo ricerche su Gustavo Adolfo Becquer ,
infatti Becquer era uno, era tra i poeti europei piú amati e studiati da Nazhim Kalim Dakota Abshu.
Questo poeta di origini tunisine ha intrecciato un modello culturale proveniente da una scuola musulmana ben radicata nella tradizione dei sufi e dei dervisci danzanti (o rontanti).
Il mistico che abbraccia il pensiero dei sufi e la fede cristiana è dentro il poeta.
La sua parola sembra un teatro di emozioni e di suggestioni oniriche recitate da un profeta.
Di questo poeta pubblico alcuni versi. che accentuano la presenza della spiritualità dei sufi.
“Illuminante silenzio; vestiti di bianco
in un cerchio,
danzano la vita e il mistero
per ritrovarsi nell’infinito”.
“Ho ascoltato la notte; nel silenzio
il cuore mi ha portato il mare;
ho recitato Cristo, semplicemente.
L’inizio non coincide con la fine;
Cristo,
ti vivo per la Croce
che porto”.
“Croce, Cristo; il mio Cristo
in Croce; la Croce o la Passione;
vado verso l’alto, ma ho una distesa di orizzonti”.
Nazhim Kalim Dakota Abshu conosceva bene la lingua italiana
e il “poemetto” sulla Croce lo dimostra ampiamente.
Si tratta di un poemetto il cui filo conduttore
è la devozione di un poeta che si è accostato al cristianesimo con molta umiltà.
Molta della sua produzione è andata smarrita. All’età di trent’anni è in Francia, poi in Italia e nuovamente a Tunisi. Lascia definitivamente la Tunisia intorno agli anni Quaranta e si stabilisce prima a Istanbul e successivamente a Nizza.
Ha approfondito gli studi sulla cultura sciamana ma la sua vera passione
è rimasta sempre la poesia ed è stato sempre convinto che il vero poeta deve essere anche uno sciamano e che la poesia è una grazia.
È morto, improvvisamente, la notte di Natale del 1955.
Fonte :Internet