BUKOWSKI – 1

di | 9 de Novembre de 2010

Ha detto:

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.

Passai accanto a 200 persone e non riuscii a vedere un solo essere umano. (Una pioggia di donne)

La sua vita

Nato il 16 agosto 1920 ad Andernach in Germania, Bukowski è stato sicuramente il più “maleducato” scrittore del Novecento.

E’ un ragazzo chiuso e confuso, in continuo conflitto con il padre.

E’ complessato ed infelice per il suo aspetto.

Da piccolo lo deridono per il suo accento vagamente teutonico, da adolescente per il corpaccione sgraziato e la faccia butterata.

Passa i primi anni di vita sulla difensiva. E sulla difensiva resterà fin quasi alla fine.

A tredici anni inizia a bere e a frequentare teppisti.

Nel 1938, preso il diploma, lascia la famiglia e inizia un lunghissiomo periodo di vagabondaggi

Dorme quando può e dove può, fa a botte ad ogni occasione ,
prendendole spesso: “Ero un buon pugile, ma con mani troppo piccole”dirà poi,
finisce spesso in gattabuia per rissa o schiamazzi notturni.

Ma scrive. In ogni occasione, in ogni posto, a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma soprattutto la notte, continua a scrivere.

I suoi racconti e le sue poesie cominciano ad apparire sempre più spesso nelle riviste underground.

Scrive sempre, ed ossessivamente, della cosa che conosce di più: se stesso
La sua condizione di emarginato lo ispira: «Solo i poveri riescono ad afferrare
il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.»

La scrittura è veloce, quasi sincopata, semplice, ma, pur nella semplicità, sempre feroce e corrosiva .

Più le sue condizioni di vita sono squallide eprecarie, più si sente ispirato e

tutta la sua vita entra di forza nelle pagine di Bukowski e lo rende uno scrittore inimitabile.

Il sesso è raccontato in maniera cruda, meccanica, a volte comica:” Il sesso è tragicomico. Ne scrivo come di una risata sul palcoscenico, come di un intermezzo tra un atto e l’altro”

Poi, un giorno, quando è già un uomo maturo, una collezione dei suoi pezzi più trasgressivi e velenosi esce in volume.

Il libro si intitola “Taccuino di un vecchio sporcaccione”ed ha un discreto successo.

Prende coraggio e lascia l’ufficio postale.

Ha quarantanove anni ( anche se ne dimostra molti di più) , ma, anche se il suo corpo è devastato da una vita disordinata e dispendiosa come poche, ha sempre più voglia di scrivere e di raccontarsi.

E più l’uomo Bukowski è distrutto e rovinato, più i suoi racconti acquistano forza e freschezza.

Nessuno ha la sua totale e sgradevole sincerità, nessuno si spoglia, si denigra, si commisera e si irride come lui.

Ha la fortuna di incontrare a quel punto un uomo che crede moltissimo in lui e nella sua possibilità di diventare uno scrittore di successo.

L’uomo è John Martin.Manager di professione e appassionato di letteratura per vocazione, Martin gli offre un assegno periodico quale anticipo sui diritti d’autore e si impegna a promuovere e a commercializzare le sue opere.

Il sodalizio ha un enorme successo-

All’inizio soprattutto in Europa, successivamente anche in America.

Inizia il periodo dei reading poetici vissuti da Bukowski come un incubo e raccontati magnificamente in molti racconti : “Viaggiare è una seccatura: di problemi ce nono sempre a sufficienza già dove sei”

Proprio durante una di queste letture, nel 1976, Bukowski conosce Linda Lee, che riesce nell’impresa di cambiargli regime alimentare e ridurgli l’alcol.

Ormai Bukowski può permettersi una villa con piscina, una Bmw al posto della Wolkswagen, vino bianco di prima qualità e ristoranti di lusso.

Gli ultimi anni sono vissuti in grande serenità e agiatezza.Ma la vena creativa non viene meno. Continua a scrivere e a pubblicare fino alla fine.Muore nel 1994.

Nessuno mai come lui ha odiato la retorica: “ Se mai dovessi parlare