Nazhim Kalim Dakota Abshu

di | 9 de Novembre de 2010

A questo Poeta tunisino ,ci sono arrivata facedo ricerche su Gustavo Adolfo Becquer ,

infatti Becquer era uno, era tra i poeti europei piú amati e studiati da Nazhim Kalim Dakota Abshu.

Questo poeta di origini tunisine ha intrecciato un modello culturale proveniente da una scuola musulmana ben radicata nella tradizione dei sufi e dei dervisci danzanti (o rontanti).

Il mistico che abbraccia il pensiero dei sufi e la fede cristiana è dentro il poeta.

La sua parola sembra un teatro di emozioni e di suggestioni oniriche recitate da un profeta.

Di questo poeta pubblico alcuni versi. che accentuano la presenza della spiritualità dei sufi.

“Illuminante silenzio; vestiti di bianco

in un cerchio,

danzano la vita e il mistero

per ritrovarsi nell’infinito”.

“Ho ascoltato la notte; nel silenzio

il cuore mi ha portato il mare;

ho recitato Cristo, semplicemente.

L’inizio non coincide con la fine;

Cristo,

ti vivo per la Croce

che porto”.

“Croce, Cristo; il mio Cristo

in Croce; la Croce o la Passione;

vado verso l’alto, ma ho una distesa di orizzonti”.

Nazhim Kalim Dakota Abshu conosceva bene la lingua italiana
e il “poemetto” sulla Croce lo dimostra ampiamente.
Si tratta di un poemetto il cui filo conduttore
è la devozione di un poeta che si è accostato al cristianesimo con molta umiltà.

Molta della sua produzione è andata smarrita. All’età di trent’anni è in Francia, poi in Italia e nuovamente a Tunisi. Lascia definitivamente la Tunisia intorno agli anni Quaranta e si stabilisce prima a Istanbul e successivamente a Nizza.
Ha approfondito gli studi sulla cultura sciamana ma la sua vera passione

è rimasta sempre la poesia ed è stato sempre convinto che il vero poeta deve essere anche uno sciamano e che la poesia è una grazia.

È morto, improvvisamente, la notte di Natale del 1955.

Fonte :Internet