LA CHIAVE D’ARGENTO

di | 9 de Novembre de 2011

“Carter aveva dimenticato che la vita
è soltanto una teoria d’immagini nella mente:
che non c’è differenza tra quelle nate da esperienze reali e quelle generate dai sogni più intimi,
e che non c’è motivo di ritenere le prime
più importanti delle seconde”

tratto da La Chiave d’Argento
di Howard Phillips Lovecraft

La chiave d’argento (The Silver Key)
è un racconto fantastico dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft. Scritto nel 1926, fu pubblicato per la prima volta nel gennaio 1929 sulla rivista Weird Tales. Il racconto ha anche un seguito, intitolato Attraverso le porte della chiave d’argento (Through the Gates of the Silver Key).
Essa appartiene al ciclo di Randolph Carter,
che è il protagonista della vicenda.

Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937)
É stato uno scrittore statunitense, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe e considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana.

***
Gli ultimi anni

Il periodo dopo il ritorno a Providence
(gli ultimi undici anni della sua vita)
fu il più prolifico dal punto di vista letterario.

Durante questi anni scrisse la maggior parte dei suoi racconti oggi più conosciuti e opere più impegnative come Il caso di Charles Dexter Ward, Alle montagne della follia (1931, ma non accettato da Weird Tales) e il contemporaneo La maschera di Innsmouth. Inoltre si dedicò alla revisione di opere di altri autori, lavorando anche come ghostwriter in opere come Il tumulo, La morte alata e Il diario di Alonzo Typer. Nel 1930 Lovecraft intrattenne per la prima volta rapporti epistolari con Robert Ervin Howard ed Henry S. Whitehead, diede luce al romanzo breve Colui che sussurrava nelle tenebre e conobbe, sempre via lettere, gli scrittori J. Vernon Shea e Seabury Quinn.

Nonostante gli sforzi creativi, la sua situazione economica continuò a peggiorare finché fu costretto, nel 1933, a trasferirsi al numero 66 di College Street in un alloggio più economico e più piccolo
(la stessa abitazione di Robert Blake, protagonista di L’abitatore del buio)
con l’unica zia superstite (Annie; Lilian morì nel 1932).

Nel 1934 Lovecraft compì il suo viaggio più lungo fuori casa, ospitato per quasi due mesi dal cugino R.H. Barlow in Florida, futuro detentore delle opere di Lovecraft come da lui dettato nel testamento.

Nel 1935 Weird Tales respinse un altro suo lavoro, il romanzo L’ombra calata dal tempo, spingendo sempre più Lovecraft ad abbandonare i testi interamente opera propria (l’ultimo, sempre del 1935, fu L’abitatore del buio) dedicandosi esclusivamente a revisioni o collaborazioni.

La sfiducia nelle proprie capacità emerse
di nuovo nel 1936, quando Analog Science Fiction and Fact
pubblicò >Alle montagne della follia
e >L’ombra calata dal tempo
solamente dietro proposta di Donald Wandrei.

Howard il 10 marzo 1937 venne ricoverato al Jane Brown Memorial Hospital di Providence dove gli fu diagnosticato un tumore all’intestino in fase molto avanzata. Cinque giorni dopo, il 15 marzo, alle 6:00 del mattino, lo scrittore di Providence si spense

. L’ultimo ricordo su di lui è quello dell’amico Harry Brobst, che si recò a visitarlo poco prima della morte. Brobst cercò di confortare il sofferente Lovecraft menzionando lo stoicismo degli antichi filosofi;
lo scrittore di Providence non rispose ma si limitò a scuotere la testa, negando in modo deciso la validità dell’argomentazione.

Un’altra versione vuole diagnosticato il tumore a Lovecraft nel 1936, con lo scrittore che non informò gli amici della sua malattia per non amareggiarli; negli ultimi mesi tenne un diario (Diario di Morte) sulla propria salute per informare i medici delle sue condizioni.

Il corpo di Lovecraft venne sepolto assieme a quello dei parenti nel monumento funebre di famiglia dei Phillips, nel cimitero di Swan Point a Providence.