Le finzioni della fantasia
se non posano sulla reale natura delle cose
e degli uomini,
sono anzi un abuso che uno sfogo della mente.
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(tratto dal Programma del Conciliatore, 1818)
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Da Wikipedia
Biografia di Pietro Borsieri (1788 – 1852), scrittore italiano.
Ancora molto giovane,al Borsieri gli venne affidato il compito di redigere il programma della «Biblioteca Italiana»: l’introduzione da lui redatta tuttavia venne sottoposta a un severo processo di revisione da parte delle autorità austriache e alla fine venne cestinata e sostituita dalla più moderata del Giordani. Nella premessa il Borsieri traccia un quadro della cultura italiana, sottolineandone le lacune e l’inutilità di istituzioni culturali come l’Accademia della Crusca. La denuncia di tali manchevolezze non mancò di allarmare il governatore Sarau che bloccò immediatamente tale scritto.
Rimase, comunque, nella redazione con un gruppo di letterati che avrebbe fatto al storia della letteratura italiana: Berchet, Pellico e Ermes Visconti.
Nel 1816, intervenne a difesa della de Staël nelle furibonde polemiche seguite alla pubblicazione (sul numero del gennaio 1816) dell’articolo “Sulla maniera e utilità delle traduzioni”, ove ella invitava gli italiani ad uscire dal loro orgoglioso isolamento e a rinnovare la cultura, studiando le opere poetiche fiorite recentemente fuori d’Italia. Il Borsieri, insieme al di Breme, davano inizio ad una strenua lotta in favore della nuova letteratura.
A tal fine pubblicò, nello stesso anno, l’articolo programmatico Avventure letterarie di un giorno, che comparve quasi contemporaneamente all’articolo “Intorno all’ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani” del Di Breme, e alla “Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo” del Berchet.
La discussione aveva uno spesso sottofondo politico, in quanto il giornale, una volta divenuto “romantico”, prese a sostenere i valori della stirpe, la religione dell’eroismo e della immolazione per la patria. La censura austriaca, dunque, intervenne, e impose un riallineamento al tradizionale neoclassicismo italiano.
***Il Conciliatore
A questo punto il gruppo sostenitori della letteratura romantica si ritrovò ne “Il Conciliatore”, bisettimanale, un giornale che, secondo il programma, avrebbe dovuto trattare di economia, di finanza, e quindi, per necessaria distensione dopo una lettura pesante, anche di letteratura. Il Borsieri si era incaricato della stesura del programma. I finanziamenti giungevano da due ricchissimi nobili di idee patriottiche: Porro Lambertenghi e Confalonieri.
Nell’ottobre 1818, pubblicò su “Il Conciliatore” un lungo saggio per promuovere presso il pubblico italiano “l’Histoire des républiques italiennes au moyen-âge” del Sismondi.
Nel maggio del 1819 seguì con l’ articolo in tre puntate “Analisi del pregiudizio secondo le idee del Sismondi” in cui dava conto di un fondamentale contributo del Sismondi apparso nella “Edimburg Encyclopaedia”, nel quale lo storico ginevrino analizzava i pregiudizi religiosi radicati nei ceti culturalmente meno progrediti, allo scopo di individuare una complessiva strategia di educazione popolare.
Ovviamente gli esiti de “Il Conciliatore” furono opposti a quelli della “Biblioteca Italiana”: sul piano letterale si schierò per il nuovo, contro il classicismo, per l’impegnato, con nuove aperture alle letterature straniere. Sul piano ideologico e politico con orientamento liberale.
La rivista fu massacrata dalla censura austriaca, che la ostacolava anche con un attento disservizio postale, e la pubblicazione durò appena dal settembre 1818 all’ottobre 1819, quando venne chiusa d’autorità.
***La repressione del 1821
Cadeva, così, l’illusione di poter riformare la cultura e la vita nazionale, nel quadro delle strutture del restaurato Impero Austriaco.
In capo a due anni, molti esponenti de Il Conciliatore vennero imprig