STAGIONI DI VETRO E DI SABBIA – L´isola

di | 16 de Maggio de 2016

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi
del nuovo sole,

…come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell’ intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda, punge il rovaio d’ un dubbio eterno, un formicaio di cose andate, di chi aspetta sempre l’ inverno per desiderare una nuova estate…

Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,

Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull’ erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l’ età all’ improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti…

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende?
Chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia…

Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c’è il sospetto che sia triviale l’ affanno
e l’ansimo dopo una corsa, l’ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa…
che chiami… vita…

NOTA DELL’AUTRICE: Mi sono ritagliata dal testo originale
della canzone stupenda “Lettera” di Francesco Guccini,
quello che mi è rimasto più impresso nella mente
e nel cuore.