SINFONIA DI PRIMAVERA

di | 10 de Giugno de 2012

Dall’opera poetica di Ritsos

“SINFONIA DI PRIMAVERA”, 1938

La sera estiva
dalla finestra penetrava
nella bianca stanza
della mia casa paterna.
Odore di verde erba e di gelsomino
ondeggiava nell’aria dolce.
E un passo leggero
simile a piede raggiante d’angelo,
vagava nella casa.
Era il tuo passo, Amore,
che già prima tanti anni
cercava sotto la luna estiva
d’incontrare me.

*

Parola carnale

Sei tornata ridendo dal mercato, carica
di pane, frutta e un’infinità di fiori. Sui tuoi capelli,
vedo,
ha passato le dita il vento. Non lo amo il vento;
te lo ripeto. E poi, che te ne fai di tanti fiori? Quali
fra tutti,
tra l’altro, ti regalò il fiorista? E magari nello specchio
del suo negozio è rimasta la tua immagine illuminata
di lato
con una macchia blu sul mento. Non li amo i fiori.
Sul tuo seno
un fiore grande quanto un giorno intero. Siedi dunque
di fronte a me;
voglio guardare solo come pieghi il ginocchio, e star
lí a fumare
finché cada la notte misteriosa e s’alzi magnetica sul
nostro letto
una luna popolare da sabato sera, col violino,
il salterio e un clarinetto

Ghiannis Ritsos

Rinascita
Da anni più nessuno si è occupato del giardino.
Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori… tanto che la donna uscì
di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio
di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile.
E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò,
la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno
in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio
ascendere al cielo
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce
dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento,
sulle labbra.

Ghiannis Ritsos