Oggi voglio parlare di un autore che trovo meriti il massimo dell’attenzione, questo autore che vi presento é Gian Contardo Colombari
Inizio con il pubblicare
il suo Monologo bizantino di Filemazio / 4.
dal suo Blog su Splinder
Homepage: http://guccinianosubalpino.splinder.com
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La punta dello stilo si è spezzata
La punta dello stilo si è spezzata, la pagina non potrà più colorarsi di parole e di emozioni, di frasi e di idee, ma in fondo che differenza fa?
Il mondo da tempo ignora l’illuminante conforto dei libri, rotoli di papiro essiccato e pressato o pergamene ruvide e resistenti. Il mondo da tempo si è separato dai frutti di insigni menti, preferisce navigare a vista nel mare del cinismo e dell’ambizione. Il mondo non ama più la bellezza, della mente come del cuore, della filosofia come dell’arte. Il mondo affonda nella sua ignoranza, stupidamente inconsapevole del baratro che ha davanti a sé, a pochi chilometri-anni di distanza, stupidamente inconsapevole della scivolosa discesa che inizierà alla prossima curva, che dovrà affrontare senza i salvifici freni della Cultura.
O filosofo, cosa importa se la punta del tuo stilo si è spezzata perché troppo consunto dai tuoi inutili sforzi per svegliare il mondo dal suo torpore o se l’hai volutamente rotto contro una levigata lastra di classico marmo, lucidamente consapevole della portata metaforica del tuo gesto di resa?
TRATTO DA :Monologo bizantino di Filemazio / 4.
Introduzione
alla sua raccolta: Monologo bizanzino di Filemazio.
Chi sono: Scrittore, poeta, autore satirico e umoristico, amo le cose belle della vita e la sincerità, detesto l’egoismo e l’ipocrisia.
Da tempo avevo preso l’abitudine di comporre poesie partendo dal verso di altrui componimenti, di canzoni o anche solo di frasi sentite in giro.
Un giorno mi venne l’idea di comporre un’intera raccolta di poesie dedicata alla canzone di Guccini che preferisco, Bisanzio.
In un primo tempo il progetto si basava sulla stesura di una poesia per ogni frase della canzone in questione, in modo da far sì che il testo intero di Bisanzio andasse a costituire l’indice del libro.
Nel proseguimento della stesura mi accorsi però che alcune frasi, oltretutto troppo lunghe per il titolo di un componimento, potevano essere “suddivise” in due o tre titoli per altrettante poesie. E così feci, modificando il piano iniziale dell’opera.
Il titolo iniziale del libro era Versi bizantini.
Prima di pubblicarli sul mio blog http://guccinianosubalpino.splinder.com, mi accorsi tuttavia che essa non era poesia pura, avendo molti risvolti di carattere storiografico e filosofico. Decisi quindi di “volgerli in prosa” e di cambiare titolo in Monologo bizantino di Filemazio, immaginando che il personaggio della canzone di Guccini si rivolgesse a un ideale pubblico presente in un ideale teatro e “amplificasse” le considerazioni che il Maestrone gli mette in bocca.
Nel documentarmi per la stesura del Monologo bizantino di Filemazio, ho fatto ricorso a due libri: F. Guccini, Un altro giorno è andato, che mi ha fornito alcune preziose spiegazioni sulla canzone, e G. Vidal, Giuliano, a cui ho attinto alcuni termini e che mi ha dato preziose “dritte” sulla topografia e sull’ambiente storico di Bisanzio.
Certo, Vidal nella sua biografia romanzata dell’Apostata si riferisce alla Bisanzio del IV secolo d.C., mentre Guccini colloca l’esistenza di Filemazio nel VI secolo, all’epoca di Giustiniano e di Teodora. Ma sono sicuro che i riferimenti che ho trovato nel libro di Gore Vidal valgano anche per la Bisanzio giustinianea.
Gian Contardo Colombari
Blog Homepage: http://guccinianosubalpino.splinder.com
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