LA FRASE MAGICA

di | 27 de Ottobre de 2010

Ricordi? Quando eri bambino preferivi stare da solo e credo che anche ti piacesse,cosí sviluppavi la tua fantasia per quella vita che volevi realizzare.
Ricordi quando ci dividevamo le emozioni di un film,un bel quadro,una poesía,oppure un libro,ricordi le nostre sere,a volte eri stressato o insoddisfatto e preferivi stare nella solitudine della tua stanza.
A volte ti scioglievi davanti a un buon bicchiere di vino rosso,e si parlava per ore a ruota libera.
Dio,la pagina é piena di lacrime,lacrime che in questi lunghi mesi senza poterti neanche vedere,cadono dentro ogni cosa,i miei occhi non rispondono piú ai comandi che il mio cervello gli dá… ammutinamento!
E continuano ad uscire fiumi di lacrime salate,inondano il mio viso,inzuppano la mia camicetta e questo foglio su cui ora ti scrivo,gli argini del mio ormai fragile equilibrio si sono rotti,perche non riesco ad andaré avanti,a rassegnarmi!Niente sará piú come prima,perché c’é un oceano che ci divide e non sentiró piú la frase magica:
” Mamma,vieni a sederti vicino a me.”
Siddharta, ti ho chiamato cosí figlio mio, quando te ne sei andato in giro per il mondo come il Principe Siddharta.
Dicono che il dolore del parto sia il piú grande… non é cosí,il dolore piú grande é quando un figlio se ne va lontano, quando lo puoi abbracciare solo una volta all’anno e ti manca da morire, e ti sembra di vederlo in ogni viso che gli rassomiglia,ed é doloroso dover fingere che sei felice perché lui sia felice.

POESIA :IL DOLORE PIÚ GRANDE

Penso al dolore
in quell’alba fredda
la carne che si lacerava
urlavo ma poi…il miracolo
ti appoggiarono
sul mio cuore
e tacque il dolore
Ma ora è buio fuori
e non ho il mio Siddharta
poggiato sul cuore
ad alleviarne il gelo
Tutto tace in questa casa
e tu sei così lontano

LA STANZA VUOTA

FIGLIO MIO
SOTTO LA FINESTRA
DELLA TUA STANZA
HO MESSO TANTI FIORI

STORDIRMI VOGLIO
DEL PROFUMO
DEI GELSOMINI E
DEI LIMONI IN FIORE

STANOTTE ARRIVI
E SUBITO RIPARTI
SOLO UNA MANCIATA
DI GIORNI E POI

IL PROFUMO DEI FIORI
A RIEMPIRE
LA STANZA VUOTA

Inverno 2001-LETTERA A UN FIGLIO-

FINE