Fuerteventura, che si chiamava Herbania, è la seconda grande isola dell’arcipelago.
Si presenta come un vasto tavolato quasi desertico, con ondulazioni modeste che non superano mai
poche centinaia di metri.
E’ il residuo di un enorme cratere vulcanico sprofondato in parte
nell’oceano Atlantico.
Una parte dell’isola è coperta da una quantità enorme di lapilli,
contrastano con il bianco dei
il marrone violaceo dei basalti,lajares, villaggi costruiti con pietre piatte locali.
l’oro delle spiagge
e il grigio dei
Il suo aspetto è eminentemente africano,
le relative influenze climatiche e i venti violenti del vicino Sahara (60miglia)
inaridiscono il suolo assetato e rendono la vegetazione stentata e difficile.
La monotonia della pianura è interrotta da centinaia di calderas (crateri) declinati in tuttecalderetas, calderones, calderitas, conitos, hornitos (piccoli forni), e bordicuchillos e cuchilletes.
le forme e dimensioni: rocce vulcaniche>
Dalla spiaggia dove gli indigeni acconciati di piume di struzzo
accolsero cinque secoli fa i Normanni,
si risale il Rio de Las Palmas, tra le palme da dattero che gettano un’ombra frastagliata
sugli aridi campi di cereali.
Non resta nulla della muraglia che separava i due bellicosi regni di
Fuerteventura preispanica, ma, a 23 chilometri da Puerto del Rosario, la capitale, si possono vedere
ampie rovine sparse lungo la penisola di Jandia.
I primi abitanti dell’isola erano particolarmente grandi.
Si narra dell’esistenza di un gigante di nome Mahan, alto oltre sette metri, sepolto all’interno dell’omonima grotta nella montagna di Cardones.
Si nutrivano di carne di capra, fresca o seccata al sole poiché ignoravano metodi di
salatura o di cottura.
Abitavano in grotte naturali e si coprivano con pelli di capra o pecora, con il
pelo rivolto verso l’interno in inverno e l’esterno in estate.
Certi storici affermano che le donne,molto belle,
si coprivano il corpo solo dopo il matrimonio e sposavano tre mariti che si alternavano
nel loro letto, al lavoro e come domestici.
Sui rilievi più elevati sono stati trovati graffiti e segni antropomorfici.
Qui gli antichi abitanti
innalzavano costruzioni piramidali di pietra chiamate
all’interno un idolo di pietra rustica simboleggiava un essere invisibile, divinità alla quale
portavano, come offerta, latte, grasso di capra e orzo che veniva bruciato.
A seconda della direzione
del fumo sapevano se il grande spirito sarebbe stato propizio oppure ostile.
Invocavano l’anima degli antenati,
erranti sopra il mare sotto forma d’impercettibili piccole nuvole;
perciò si riunivano
all’alba sulle spiagge durante il solstizio estivo ed organizzavano grandi feste.
I venti alisei soffiano dall’Africa su Fuerteventura