In questo mondo abituato a tutto, purtroppo,che soffre di assuefazione facile,
che da tutto per scontato: la corruzione, l’ inquinamento,le guerre….
una delle funzioni della poesia e della letteratura,forse la più importante,
é di rendere nuove e sorprendenti le cose facendole riapparire di nuovo.
Voglio citare questa poesia per ricordare le vittime di una atroce guerra.
É del poeta russo-americano Joseph Brodsky,
il premio Nobel 1987 per la letteratura, il più giovane (aveva 47 anni) della storia del premio
ha scritto per il ‘ New York Times’ una poesia toccante e bella.
“Canzone per la Bosnia”
“As you pour yourself a scotch, crush a roach,
or check your watch/as your hand adjusts your tie, people die”
Traduco
“Mentre tu ti versi uno scotch,
schiacci uno scarafaggio,
o controlli l’ orologio
mentre la tua mano
sistema la cravatta,
la gente muore”.
e nell’ultimo e toccante verso
“Tu pensi che quelle
sono soltanto faide di zingari,
lotte tribali.
Ma quella tribù:
quella lì che sta ammazzando
o facendosi ammazzare,
è proprio la tua tribù.
Vuoi deciderti a capirlo,
prima che quelle stesse cose
ti capitano in casa?”