L’immagine della melagrana è più comunemente legata al mito del rapimento di Proserpina da parte di Platone,
dio dell’Ade. Nel corso del Medioevo, proprio in virtù di questo mito il frutto,
raffigurato in mano a Gesù Bambino, diviene simbolo di resurrezione.
Può apparire anche sulle tavole imbandite tipiche della natura morta
insieme alla mela e ai simboli eucaristici. In mano alla Madonna invece può alludere alla sua castità. Il Significato deriva dall’interpretazione del passo del Cantico dei Cantici che recita:
‘ I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti più squisiti’.
La caratteristica della melagrana di essere un frutto composto da una scorza esterna che racchiude
in sé numerosi chicchi ha dato adito a numerose interpretazioni. Anzitutto evoca un senso di prosperità
e fertilità, tanto che il frutto è considerato un attributo di Venere. Inoltre può esprimere il concetto di unità tra i diversi: in questa accezione ha ispirato la raffigurazione allegorica della Chiesa, capace di unire in una sola fede molti popoli e culture. Cesare Ripa assegna alla personificazione della Concordia e della Conversazione una melagrana.
L’immagine del frutto viene interpretata nel primo caso come segno di concordia tra i più.
Associata all’allegoria della Conversazione suggerisce invece che in qualsiasi scambio
dialettico è importante che rimangano salde l’unione e l’amicizia tra le parti.
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