Veronica Franco
“Se siamo armate e addestrate siamo in grado di convincere gli uomini che anche noi abbiamo mani, piedi e un cuore come il loro; e anche se siamo delicate e tenere, ci sono uomini delicati che possono essere anche forti e uomini volgari e violenti che sono dei codardi. Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi così, in questo modo riuscirebbero a combattere fino alla morte; e per dimostrare che ciò è vero, sarò la prima ad agire, ergendomi a modello.”
BIOGRAFIA:
Veronica Franco (1546 – 1591) è stata una poetessa e cortigiana veneziana.
La società rinascimentale di Venezia riconosceva due diversi tipi di cortigiane: la cortigiana onesta, ossia la cortigiana intellettuale, e la cortigiana di lume, (più simile alle moderne prostitute), una cortigiana dei ceti bassi, che viveva e praticava il mestiere vicino al Ponte di Rialto.
Veronica Franco fu probabilmente l’esempio più celebre di cortigiana onesta, anche se non fu l’unica intellettuale in una Venezia rinascimentale che vantava una cultura raffinata e annoverava numerosi talenti in ambito letterario e artistico. Figlia di una cortigiana onesta, Veronica in giovane età fu iniziata a quest’arte dalla madre e una volta che ebbe imparato a usare le proprie doti naturali riuscì a contrarre un matrimonio finanziariamente favorevole. Si sposò giovanissima con un ricco medico ma il matrimonio finì male. Per mantenersi diventò una cortigiana d’alto rango.
Nel 1565, a 20 anni, Veronica Franco fu inserita ne Il Catalogo di tutte le principale et più honorate cortigiane di Venezia, un elenco che forniva il nome, l’indirizzo e le tariffe delle cortigiane più in vista di Venezia secondo il quale un bacio di questa cortigiana costava 5 o 6 scudi, il servizio completo 50 scudi; la madre era indicata come la persona a cui bisognava versare il denaro. Dagli archivi ancora esistenti, sappiamo che Veronica Franco si sposò intorno ai 18 anni e che sempre a quell’età diede alla luce il primo figlio; in realtà pare che ebbe sei bambini, tre dei quali morirono in tenera età. Grazie alle sue amicizie con uomini facoltosi ed esponenti di spicco dell’epoca, divenne ben presto molto conosciuta. Ebbe persino una breve liaison con il re Enrico III di Francia.
Veronica Franco fu una delle piu onorate cortigiane di una città prosperosa e cosmopolita e visse circondata dagli agi per la maggior parte della sua vita da cortigiana; tuttavia non poté godere della protezione accordata alle donne “rispettabili”. Dovette sempre farsi strada da sola. Studiò e cercò i propri mecenati tra gli uomini colti.
A partire dal 1570 circa, entrò a far parte di uno dei circoli letterari più famosi della città, partecipando a discussioni, facendo donazioni e curando le antologie di poesia.
Veronica Franco scrisse due volumi di poesia: Terze rime nel 1575 e Lettere familiari a diversi nel 1580. Le Terze rime, contenente 18 capitoli scritti da lei e 7 scritti da alcuni letterati in onore della poetessa. Le Lettere familiari a diversi, “lettere scritte in gioventù,” comprendevano 50 lettere e due sonetti in onore del re Enrico III di Francia, conosciuto sei anni prima. Abbiamo poche informazioni a partire da questa data. Le cronache raccontano che negli ultimi anni visse in maniera più modesta, anche se in realtà non si può parlare di povertà vera e propria; non pubblicò mai altri scritti.
Pubblicò raccolte di lettere e raccolse in un’antologia le opere di scrittori famosi. Dopo il successo di questi lavori fondò un’istituzione caritatevole a favore delle cortigiane e dei loro figli. Se oggi è possibile leggere i versi della Franco, gran parte del merito spetta a Domenico Venier, stimato dai più illustri letterati del suo tempo, il quale aveva costituito nel suo salotto un vero e proprio cenacolo letterario di grande prestigio. Frequentato tra gli altri, da Giorgio Grandenigo, Celio Magno, Bernardo Tasso, Sperone Speroni. Tra il Venier e la Franco vi fu una fitta corrispo