Tratto dal libro di Giovanni Falcone, Cose di casa nostra.
“Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze, perchè si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”
Così si conclude il libro di Giovanni Falcone, Cose di casa nostra.
Sono passati 17 anni dalla morte dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e mai come oggi questa sua riflessione calza a pennello con la realtà contemporanea.
Due date – 22 maggio e 19 luglio 1992 – che dovrebbero far parte della memoria di tutti, particolarmente dello Stato e delle istituzioni tutte.
Stato che hanno difeso con la vita.
Sotto silenzio per la maggior parte dei media e chi ne ha accennato lo ha fatto sottovalutando cosa hanno significato e cosa significano per le persone oneste, che ancora ci sono, in questa Italia senza memoria.
Dimenticare cosa hanno fatto, non solo per Palermo e la Sicilia, ma per il nostro paese significa ucciderli un’altra volta.
Fonte: Internet