C’é un fenomeno molto diffuso in Giappone,
dove e’ stato anche battezzato con il nome ‘Hikikomori’,
é una sindrome che colpisce centinaia di migliaia di ragazzi tra i 15 ed i 30 anni,
che lavorano a casa al computer muniti di ogni tecnologia, ”perdendo ogni familiarita’ con i contatti umani”.
Ai ragazzi La psicologa da’ il consiglio di ”restare sempre in guardia, la tecnologia e’ una cosa utilissima
ma puo’ assorbire molto e non puo’ far perdere il contatto con la realta”’.
fonte :(ANSA)
Il Parental Control e la sicurezza dei ragazzi on line.
É un tema di grande rilevanza dal punto di vista psicologico, pedagogico ed affettivo L’avanzare delle tecnologie impone un serio confronto su queste tematiche, diversi libri sono stati scritti al riguardo sia oggi sia in passato,
il problema é del controllo, nella consapevolezza che non si possono mettere porte alla campagna.
C’è chi dice che i genitori possono controllare quello che vogliono,
ma poi basta usare il computer dell’amico e i figli chattano quando e con chi vogliono e visitano tutti i siti che vogliono.
Così come le ultime generazioni di telefonini permettono di collegarsi con estrema facilità.
È chiaro che la problematica investe argomenti alla base del dialogo parentale, un dialogo che deve essere profondo e sincero, tra figli e genitori responsabili.
Altrimenti non si può staccare la spina, togliere le pile di ricarica dei computer e imporre una sorta di silenzio mediatico. Rimedio inutile. Sarebbero ricercati altri strumenti comunicativi.
« il problema esiste perché a portata di uno o pochi click si puó vedere tutto e interloquire con tutti.
E non basta dire che intanto sono immagini o rapporti personali teorici.
Perché le immagini e le chattate con sconosciuti rimuovono la sensibilità e l’emotività tanto quanto le cose reali.
Sono tanti ormai i casi di adolescenti o preadolescenti o bambini che arrivano al punto di trovare difficoltà nel differenziare la realtà dal ‘reale immaginario’ che trovano in rete, con pericolo per la loro integrità psico-fisica e affettiva”.
Chatta che ti fa bene!, quindi?
No!
Parla che ti fa bene, ascolta che ti fa bene, pensa che ti fa bene, divertiti sanamente che ti fa bene!
Questo sì, perché ciò che davvero ciascuno cerca, anche nell’etere o nei ciberspazi, è in fin dei conti sempre un Tu adeguato al proprio Io, in grado di accogliere e restituire quell’affetto di cui siamo tutti capaci che ci porterà, passo dopo passo, ad amare ed essere amati senza misura.
il tema del Controllo parentale sui figli, per quanto concerne internet:
Oggi come oggi, quasi tutti i figli cresciuti, minorenni o maggiorenni che siano, hanno facile accesso a internet. Con pochi click possono cioè collegarsi a pressoché qualunque tipo di sito e accedere a una gran quantità di immagini e contenuti. Tra queste e questi ultimi vi sono anche immagini e contenuti di carattere erotico e spudoratamente pornografico, con tutte le emozioni e sensazioni, non solo fisiche, che comportano.
Generalmente i genitori dovrebbero prestare attenzione a cosa entra in casa dall’esterno: riviste, giornali, ecc. perché il tutto corrisponda e sia congruente all’educazione che si vuole impartire.
La pornografia danneggia la crescita di bambini e ragazzi, e non vale l’argomento di chi dice che così imparano come stanno le cose e guadagnano una visione completa del corpo.
La pornografia è cosa seria, perché assume l’interezza dell’uomo o della donna e la frantuma, la scinde in parti, impedendo l’unità tipica della persona.
La psiche è scissa dall’anima, ed entrambe dal corpo.
Non solo: il corpo è a sua volta scisso nelle sue parti
e dato in prestito a sconosciuti che potranno, nella loro mente,
farne ciò che vogliono.
Esistono siti da cui si possono scaricare programmi che impediscono la visione di altri siti più o