Mary Cassatt

di | 1 de Gennaio de 2010

Nata il 22 maggio 1844, nella città di Allegheny in Pensilvania, Mary Stevenson Cassatt ruppe le convenzioni sociali del suo tempo per trasformarsi in uno dei principali artisti americani. Crebbe a Filadelfia ed era la quinta figlia di Katherine Kelso Johnston e Robert Simpson Cassatt, mediatore di investimenti e di beni immobili. Il suo percorso era ragionevolmente tipico per il periodo e la sua classe sociale; a scuola, si preparò per la vita di moglie e madre, che includevano le lezioni su come gestire la casa e sui passatempi del gentil sesso, come il ricamo, la musica, la recitazione e la pittura. Per estendere la formazione dei loro figli, Cassatt padre li portò a visitare l’ Europa durante i primi mesi del 1850.

Nel 1860, all’età di 16 anni, Mary si iscrisse all’accademia della Pennsylvania delle arti fini di Filadelfia. Malgrado il fatto che le donne, particolarmente quelle appartenenti ad un ceto superiore, venissero scoraggiate dal perseguire la carriere, Mary desiderava più di ogni altra cosa diventare un’ artista professionista. Nel corso del 1862, tuttavia, si era sviluppata in lei una frustrazione dovuta al proseguire troppo lento del programma e per le risposte inadeguate del corso; inoltre si risentì dell’atteggiamento maschilista degli insegnanti e della la maggior parte dei suoi colleghi di studio.

Giunse quindi alla conclusione che il risultato migliore affinché potesse imparasse l’arte, fosse di andare in Europa e studiare i dipinti dei vecchi maestri confrontandoli con i suoi. Superando le forti obiezioni della famiglia (suo padre una volta dichiarò: preferirei piuttosto vedere morta mia figlia che vederla vivere all’estero come una “bohemian”) Mary partì per Parigi nel 1866 per prendere delle lezioni private di arte e per copiare i grandi maestri presenti nel Louvre.

Nel corso degli anni seguenti, viaggiò per la Francia e soggiornò brevemente anche a Roma. Il suo primo successo avvenne nel 1868, quando uno dei suoi ritratti fu accettato al prestigioso salone di Parigi, una mostra annuale organizzata dall’ accademia del governo francese delle arti fini. Per proteggere la sua famiglia dall’imbarazzo, Cassatt presentò il dipinto con il nome di Mary Stevenson. La sua opera di debutto fu molto apprezzata, così come un altro ritratto che presentò nel 1870. Non molto tempo dopo che la guerra Franco-Prussiana cominciò, esattamente nel 1870, Mary ritornò riluttante a casa ed immediatamente incontrò degli ostacoli che minacciavano di mettere termine alla sua carriera.

Vivendo con i suoi genitori in un piccolo quartiere di Filadelfia fuori dalla città, incontrò molti problemi a trovare persone che volessero fare da modelli per lei. A rendere il tutto ancora più difficile, ci fu una dichiarazione del padre che annunciò di accettare di provvedere a qualunque esigenza della figlia ad eccezione di quelle lavorative. Nel tentativo di racimolare altri soldi, Mary lasciò alcune delle sue pitture ad un commerciante di arte di New York, ma questi non riuscendo a venderle le cedette ad un commerciante di Chicago, ove andarono in seguito distrutte nel catastrofico rogo del 1871.

Mary era vicina alla disperazione quando l’arcivescovo di Pittsburgh l’ assunse verso la fine del 1871 e la incaricò di dipingere le copie di due dipinti del Correggio, pittore italiano. Poiché gli originali erano in esposizione a Parma, Mary accettò immediatamente l’assegnazione dell’incarico e partì per l’ Europa. Usò i soldi che aveva guadagnato per riprendere la sua carriera in Europa. Finalmente il salone di Parigi accettò una delle sue pitture per la mostra 1872 e questo si rivelò molto importante per Mary che tornò ancora una volta festante nel vecchio continente. Dopo che il salone di Parigi accettò nuovamente due sue opere nel 1873 e nel 74 Mary si trasferì definitivamente nella capitale francese.

In seguito però, sentendosi sempre più costretta dalla guida inflessibile del salone a dipingere cose che non la soddisfavan