Nel 1937 Fitzgerald, ripresosi, accettò di lavorare come sceneggiatore a Hollywood sotto contratto con la MGM per diciotto mesi e si innamorò di Sheilah Graham, una cronista mondana, che lo aiutò a riacquistare il suo equilibrio. Il lavoro gli procurò una certa tranquillità economica tanto da poter scrivere serenamente.
Collaborò in questo periodo a diversi film tra i quali Donne (The Women) del regista George Cukor che uscirà nel 1939) ma nel 1938 aveva cofirmato l’adattamento di Three Comrades (Tre camerati) del regista Frank Borzage ma l’adattamento non venne considerato dal produttore che lo riscrisse causando a Fitzgerald un’altra grande delusione.
Così, l’anno dopo, quando si recò a Darthmounth con Schulberg, che in seguito scrisse un romanzo biografico in cui riferisce l’episodio con il titolo The Disenchanted, per la preparazione di uno scenario, ricominciò a bere e dovette essere ricondotto a New York dove venne ricoverato in ospedale.
*** L’ultimo romanzo: The Last Tycoon (Gli ultimi fuochi) [modifica] Per approfondire, vedi la voce Gli ultimi fuochi (romanzo).
Dalla crisi durata parecchi mesi emerse un nuovo Fitzgerald, oramai disincantato. Mentre seguitava a scrivere racconti per l’Esquire (tra cui qualcuno ambientato ad Hollywood) concepì ed iniziò a scrivere The Last Tycoon (L’ultimo magnate, conosciuto in Italia con il titolo Gli ultimi fuochi), che vede nel produttore Monroe Stahr un Gatsby più maturo, ma altrettanto idealista. Questa resta probabilmente l’opera di Fitzgerald più significativa e penetrante ambientata nel mondo del cinema. Il romanzo, rimasto incompiuto, uscirà postumo nel 1941 pubblicato dall’amico Edmund Wilson con le indicazioni che Fitzgerald stesso aveva predisposto per il suo compimento. Grazie a quest’uscita postuma la critica riscoprì l’autore.
Francis Scott Fitzgerald.
***Gli attacchi di cuore e la morte
Alla fine di novembre sopraggiunse un primo attacco di cuore. Spaventato, ma non arresosi, lo scrittore continuò faticosamente a scrivere il romanzo iniziato.
Il 20 dicembre aveva terminato il primo episodio del sesto capitolo, ma il giorno seguente un secondo attacco cardiaco lo colse provocandogli la morte.
Il funerale avvenne in modo semplice ed egli fu inumato in un piccolo cimitero di Rockville (Maryland); tra le poche persone a prendervi parte ci fu la scrittrice e amica Dorothy Parker, la quale proprio davanti al feretro, citando una frase dal Grande Gatsby, esclamò: “Povero vecchio bastardo” .
***La moglie Zelda sopravvisse al marito otto anni
e nel 1948 morì bruciata in un incendio divampato nella clinica Highland a Asheville nel North Carolina dove era internata da tempo.
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