FRANCIS SCOTT FITZGERALD

di | 13 de Giugno de 2012

Oggi pubblico due poesie di Francis Scott Fitzgerald .

Tutte le sue poesie erano intrise di struggimento
e di nostalgia che fecero di Fitzgerald l’autore dei rimpianti… delle occasioni mancate….

LA PIOGGIA PRIMA DELL’ALBA

L’ottuso, debole picchiettio nelle ore cadenti
Scivola sul mio sonno, riempie i miei capelli
Di umidità: il peso dell’aria greve
Si sparge su di me, là dove la mia anima stanca si nasconde
Sfuggente come una regina solitaria fra torri vuote
Morente. Cieco e inquieto prendo conoscenza:
un battito di ampie ali scende giù per le scale
e mi sazia come un forte profumo di fiori

Mi sdraio sul mio cuore. I miei occhi come mani
Afferrano il cuscino fradicio. Ora l’alba
Con le lacrime dal suo seno bagnato la camicetta fa umida

Della notte, dagli occhi di piombo e umida lei vaga per il prato, Tra le tendine lanciando sguardi meditabondi e sta
Come un nuotatore inzuppato – La morte è all’interno della casa!

Da(NASSAU LITERARY MAGAZINE – FEBBRAIO 1917)

PARTIAMO QUESTA NOTTE

Noi partiamo questa notte
Silenziosi riempiamo la strada immobile, deserta
Una colonna grigia, confusa
E gli spiriti trasalgono per questo battere smorzato
Lungo la strada senza luna;
gli ombrosi cantieri dove i nostri passi echeggiano
passando dalla notte al giorno

e così attardiamoci sui ponti senza vento
vedere sulla riva spettrale
ombre di mille giorni, poveri relitti striati di grigio
oh allora deploreremo
quegli anni inutili!

Guarda come è bianco il mare!
Le nuvole si sono fatte pioggia, il cielo fiamme
Su autostrade vuote, dove il pavimento di ghiaia riluce
Il ribollire delle onde a poppa
Diviene un voluminoso notturno
…Partiamo questa notte.

(NEW YORK, 1920)