ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

di | 15 de Agosto de 2009

Anna Andreevna Achmatova è lo pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (Bol’soj Fontan, 11 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966) è stata una poetessa russa; non amava l’appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al maschile.

Sposata con Nikolaj Gumilëv. Fece parte della Corporazione dei poeti, un gruppo acmeista fondato e guidato dal marito.
Compose la prima opera, La sera, nel 1912, alla quale seguì Il rosario nel 1914, caratterizzate entrambe da un’intima delicatezza. Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Anno Domini MCMXXI (1922) sono raccolte di versi ispirate dal nostalgico ricordo dell’esperienza biografica, che spesso assumono quasi la cadenza di una preghiera.

Dopo la fucilazione del marito nel 1921, seguì una lunga pausa indotta dalla censura, che la poetessa ruppe nel 1940 con Il salice e Da sei libri, raccolte dalle quali emerge un dolore derivato dalla costante ricerca della bontà degli uomini. Il figlio Lev fu imprigionato fra il 1935 e il 1940 nel periodo delle grandi purghe staliniane.

Espulsa dall’Unione degli Scrittori Sovietici nel 1946 con l’accusa di estetismo e di disimpegno politico, riuscì tuttavia ad essere riabilitata nel 1955, pubblicando nel 1962 un’opera alla quale lavorava già dal 1942, il Poema senza eroe, una nostalgico ricordo del passato russo rielaborato attraverso la drammaticità che la nuova visione della Storia comporta, e attraverso una trasfigurazione dello Spazio e del Tempo in una concezione di puro fine.

Anna Andreevna Gorenko
Visse a Pavlosk, poi a Tcharskoje Selò, vicino a Pietroburgo, poi a Kiev e Pietroburgo dove studiò seguendo i Corsi Superiori Storico – Letterari di Raev.

Nel 1910 sposò il poeta Nikolaj Gumilev, che fu il fondatore con Sergej Gorodeckij della Corporazione dei poeti. Da Gumilev, ebbe il figlio Lev;
La sua prima poesia, firmata ancora ‘A. Gorenko’, viene pubblicata nel 1907 sulla rivista parigina “Sirius”.

Nel 1912 viaggiò in Italia e pubblicò il suo primo libro di poesie con il nome Anna Achmatova: “Sera”. Poi pubblicò “Rosario”, “Stormo Bianco”, “Anno Domini 1921”.

Si risposò con l’assiriologo Vladimir Silejko,
e dopo il divorzio,
con lo storico dell’arte Nikolaj Punin.

Dopo un lungo silenzio letterario nel 1940 pubblicò una raccolta di poesie scelte: “Dai sei libri”. Durante la seconda guerra mondiale visse a Taschkent.

Tradusse molte poesie di Leopardi in russo.

Negli ultimi anni di vita visitò Roma e la Sicilia, dove le venne conferito il premio “Etna Taormina”.
Nel 1965 ricevette la laurea “honoris Causa” dall’Università di Oxford.
Morì a Domodedovo, presso Mosca, nel 1966

Una sua poesia

“E sul mio petto ancora vivo
piombò la parola di pietra.
Non fa nulla, vi ero pronta,
in qualche modo ne verrò a capo.

Oggi ho da fare molte cose:
occorre sino in fondo uccidere la memoria,
occorre che l’anima impietrisca,
occorre imparare di nuovo a vivere.

Se no… Oltre la finestra
L’ardente fremito dell’estate, come una festa.
Da tempo lo presentivo:
un giorno radioso e la casa deserta”.

Anna Achmatova