Elizabeth Barrett,definita in patria
“LA SHAKESPEARE….. AL FEMMINILE”
Fu una delle più grandi poetesse dell’Ottocento vittoriano, nacque il 6 marzo 1806 a Coxhoe Hall, nel nord dell’Inghilterra, prima di dodici figli.
Il padre Edward Moulton Barrett era un gentiluomo inglese di origini creole, un colonialista arricchito con le piantagioni di zucchero in Giamaica sfruttando gli schiavi e che si era poi ritirato a vivere nel paese d’origine. Fanaticamente religioso, era un uomo austero e gelosissimo che condizionò pesantemente la vita dei figli con la sua assurda tirannia.
Dopo una infanzia felice nella tenuta di famiglia, fu educata da precettori privati divenendo ben presto un’esperta di latino, greco, filosofia e scienze, rivelando un genio precoce.
Di salute cagionevole, soffrì per una sospetta tisi trasformò l’infermità causatale da una caduta da cavallo in occasione per dedicarsi interamente alla composizione poetica.
Nel 1822 scrisse il “Saggio sulle donne (Essay on Woman)”, rimasto inedito durante la sua vita, e nel 1826 pubblicò anonimamente il “Saggio sullo spirito e altre poesie (An Essay on Mind, with Other Poems)”.
Del 1833 è la traduzione del “Prometeo incatenato (Prometheus Bound)” di Eschilo.
Nel 1835 la famiglia si spostò a Londra e nel 1838 Elisabeth diede alle stampe il primo volume in versi “Il Serafino e altre poesie (The Seraphim and Other Poems)”; l’opera fu accolta favorevolmente dal pubblico e dalla critica, aprendo la via al suo grande successo letterario.
Nel 1842 il “Saggio sui poeti greci cristiani (Essay on the Greek Christian Poets)”,“Uno sguardo sui poeti (A view of the Poets)”, “Un dramma dell’esilio (A Drama of Exile)” e i due volumi delle “Poesie (Poems)” aumentarono la fama della giovane poetessa.
Nel gennaio del 1845 il poeta Robert Browning scrisse la prima ardente lettera nella quale dichiarava tutta la sua ammirazione ad Elizabeth Barrett.
Cominciò così la loro romantica storia d’amore, naturalmente osteggiata dal tirannico padre e conclusa con la fuga d’amore, un matrimonio segreto e la nascita di un figlio.
Elisabeth Barrett e Robert Browing si stabilirono in Italia scrivendo entrambi, lei prendendo molto a cuore la causa indipendentista italiana e componendo diverse poesie in tema, con il proposito di far conoscere anche nella sua terra d’origine la situazione italiana.
La Barrett scrisse molto, ballate, poesie ispirate al quotidiano, componimenti appassionati, ma i suoi versi più belli restano quelli dedicati al suo amore per Robert.
I suoi “Sonetti dal portoghese”, scritti parallelamente alle lettere scambiate con Robert contengono versi d’amore intensi e rivoluzionari, perché per la prima volta la donna diveniva in poesia soggetto attivo e dominante e l’uomo era trasformato in oggetto d’amore al quale indirizzare con audacia le pulsioni e i desideri, e di fronte al quale affermare e rivendicare il proprio diritto all’amore.
La poetessa morì a Firenze nel 1861 e fu seppellita con tutti gli onori nel cimitero degli inglesi, dove ancora riposa.
SUA POESIA
COME TI AMO?
Come ti amo? – Come ti amo?
Lascia che ti dica modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente,
come gli uomini che lottano per la Giustizia.
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode.
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede.
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti.
Ti amo col respiro, i sorrisi,
le lacrime dell’intera mia vita!
e, se Dio vuole,
ancor meglio t’amerò dopo la morte
………
FONTE: Internet