SILLOGE:LE LUNGHE NOTTI DELLA MENTE

di | 2 de Giugno de 2015

STALATTITI NEL CUORE

Era un gelido mattino
che anestetizzava
un poco anche il cuore
quando ho lasciato
la mia terra per sempre
Mi son girata indietro
e non c’era nessuno
a rincorrermi
per abbracciarmi
Sola con la mia valigia
e un pugno di piccoli sassi
nella tasca
memorie di impronte
di chi avevo amato
di chi mi ha aveva tanto amata
E ritornava il dolore
torna sempre…
puntuale come un orologio
come una stalattite
e si pianta sul cuore

NOTA DELL’AUTRICE:«Quando parti e non c’è nessuno che ti abbraccia,che dolore immenso!
Alla mia famiglia che non c’è più…
poesia dedicata a loro.

PIETÀ DELLA SERA

A chi mi ha detto
che serve tempo
per elaborare il dolore
rispondo che il tempo
addormenta solo un poco
il dolore
ma torna sempre
puntuale come un orologio
ed io l’accolgo
È l’unica cosa
che mi da la certezza
che un giorno
forse non lontano
potremo finalmente ritrovarci
in quell’immenso giardino di Dio
solo allora potrò
tornare a far sorridere il cuore

L’ULTIMO COMMIATO

Un destino crudele
che galoppava veloce
al mio fianco
stravolgendo ogni cosa
mi aveva lasciata in ginocchio
Rivedo il viale di cipressi scuri
che come fantasmi spiavano
le lacrime mute sui volti
mentre andavamo
io e altre persone
oppressi dai nostri dolori
in quella terra isolata
dal resto del mondo
Camminavamo distanti
come soldati dispersi
i cuori stretti
nei lunghi cappotti neri
ombrelli puntati come scudi
verso un cielo
che non sapeva dare conforto
E quel sapore di sconfitta
sulle mie labbra…
per quel mio andare sconsolato
tra quel labirinto di tombe
bagnate di pioggia
per non trovarvi più né lì
né da nessu’altra parte

NOTA DELL’AUTRICE: “O Dio fa’ che un giorno possa rivederli con gioia nella luce della tua gloria.”

-Febbraio 2008-

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RICORDI COME LAME AFFILATE

Mio Dio vorrei essere
un’alchimista
per fondere il passato
con il presente
Tu che Sai e Vedi
io annego in un labirinto
di memorie ferite
che vanno ad esacerbare
ancora di più il dolore
L’anima precipita
giù in picchiata
trascina il mio corpo stanco
in quel passato doloroso
dentro a quel cancello
che imprigiona
lamenti di anime
che non trovano pace
Cammino con la memoria
sui sentieri di ghiaia
tra i neri cipressi
L’aria ha il triste profumo
di fiori secchi abbandonati
sui marmi freddi e lisci
Vorrei essere là con te
e sentire ancora
la tua mano sulla mia spalla
Ma tu la fede l’hai persa
e non hai più nessuna voglia
di pregare
ed io angosciata ed impotente
sola mi dispero

NOTA DELL’AUTRICE:”Certi pensieri sono delle preghiere.
Ci sono momenti in cui, qualunque sia l’atteggiamento del corpo, l’anima è in ginocchio.”

Victor Hugo

E CONTINUO IL MIO VIAGGIO

La vita a volte
ci avvolge e ci conduce
verso il centro di un’uragano
Ma mi sforzo di credere
che i tormenti
come le tempeste
non sono eterni
E continuo il mio viaggio
anche se sarà incerto
Per quanto io tenti d’indovinare
non saprò mai
quello che mi aspetta
all’altro capo
di questo oceano deserto…