SONO LA FARFALLA NYMPHALIS ALBUM
Sono state tante le notti in bianco
passate a scrivere
notti vuote senza calore
si sopravvive con l’immaginazione
ti apre senza ostacoli
le porte del giardino dell’illusione
ma la solitudine anche stanotte
ritorna a torturarmi
Mi manca l’Amore
quando di notte ritorna
quel languore nei lombi
Ho sepolto dentro
un fiume di passione
che il mio corpo reclama
La mia orchidea adesso
è diventata il simbolo della solitudine
Guardo il faro …
questa specie di menhir di pietra
mi ricorda l’enorme fallo
del dio Priapo proprio così
e non so se ridere o suicidarmi…
mi sento come la farfalla Nymphalis Album
“… e
la farfalla Nimphalis Album batteva
sul vetro inferiore della finestra,
batteva, batteva, batteva e
ripeteva che se nessun essere umano
fosse venuto mai, mai, mai, i libri
sarebbero ammuffiti, il fuoco spento,
e la farfalla Nimphalis Album
sarebbe morta sul vetro.”
NOTA DELL’AUTRICE:
” quell’ora mattutina di una giornata
di giugno la biblioteca era vuota… e
la farfalla Nimphalis Album batteva
sul vetro inferiore della finestra,
batteva, batteva, batteva e
ripeteva che se nessun essere umano
fosse venuto mai, mai, mai, i libri
sarebbero ammuffiti, il fuoco spento,
e la farfalla Nimphalis Album
sarebbe morta sul vetro.”
Virginia Woolf
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CONSOLATIO
Eccomi quì a svestirmi
delle mie foglie
e senza vergogna
mostrare le mie cicatrici
E tu Dio che ascolti
i miei lamenti di solitudine
sai quanto è doloroso
accorgersi che l’anima
fragile come perla di vetro
non brilla più
nei miei occhi riflessi allo specchio
In notti come questa in cui la malinconia
si impossessa della mia anima
paralizzandola
e la mia armatura non è più
così scintillante
mi chiedo fino a quando
potrò resistere a questo deserto
Ne sono così sazia… così nauseata
Mi sento come un funambolo in equilibrio
sul filo dei giorni che mi attendono
Dentro al cuore il sole è un’ombra
e tutt’intorno a me c’è caos
Eppure vivo regina solitaria
di un regno da me stessa creato
e navigo… navigo solitaria
E non ho mai la sensazione
di averti cercato abbastanza
Nota dell’Autrice:
Ed eccomi quì ancora una volta a camminare in questa terra di poeti, unico rifugio dell’anima mia irrequieta. Meditando su questa mia confusione esistenziale, a volte tocco la serenità proprio componendo versi… liberando la mia sofferenza. E a chi altro se non voi poeti & poetesse che mi seguite in questo viaggio con affetto immutato potrei mostrare tutte le mie fragilità…
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IL TORMENTO DELL’INVANO
Osservo l’oceano imbronciato
e la notte che avanza nel cielo
Mi sento come una regina angosciata
mentre m’incammino verso l’esilio
della mia camera vuota
Un’altra notte senza stelle…
E mi abbandono al nulla
Io sola l’artefice del mio destino
Ascolto l’insorgere dell’anima
su questa solitudine rumorosa
dove è sempre più notte
S’innalza cercando
una meta che dia ancora un senso
a questo infinito oceano di lacrime
Animata da una cieca volontà
si abbarbica alla speranza
come un lichene alla roccia
con l’istinto di sopravvivenza
abituata al vento tagliente
sempre più freddo
Invano tentai…´
NOTA DELL’AUTRICE:Una piccola considerazione
per chi mi legge.
Avrete notato che la parola “solitudine ”
ricorre spesso nelle mie poesie,ma “la mia” non è la solitudine di una persone che vive da sola,
anzi…direi che è per me un beneficio immenso questa “beata libertà”.Quello che io intendo farvi capire
è che “solitudine” per me è la “solitudine del cuore”.
Solo in poesia lascio trapelare tra i versi ,squarci di verità nuda… vi lascio intravedere di che portata è
il lago nero e profondo dove precipito ogni notte
quando tutto esplode in quest’anima crocifissa dal dolore, ebbra d’assenza…asse