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Nel febbraio del 2008 abbandonavo la mia terra innevata,
per vedere un mondo más allá de mi casa de campo,
ho viaggiato verso terre quasi sconosciute
per giungere finalmente in questa piccola isla exótica.
Tenía una pasión por la escritura cosi pensai di scrivere en mi pequeño rincón “L’ISOLA”un diario di poesie e racconti.
Es un pequeño homenaje dedicato a Puerto del Rosario, encantadora y inspiradora ciudad.
In questi anni durante le mie passeggiate solitarie
ho scandagliano in lungo e in largo l’animo umano
e la cittá e devo dire che hanno ispirato parecchio la mia fantasia le altre isole canarie e i grandi poeti spagnoli.
***
LA SABBIA DELLA MIA CLESSIDRA SCORRE
Con l’insostenibile leggerezza
nei sensi privi di volontà
accetto ciò che verrá
Soy como un río sin fin
y sin razones
che non conosce foce
ma rifiuta d’esser deviato
s’ingrossa scorrendo veloce
verso l’abbaglio di un miraggio
che scorre liquido
Arriveró al mare dell’amore
entreró nel tuo cuore
e getteró via la chiave
E tu aspettami
non spegnere le fiamme lá
dove il silenzio
si fa concerto di gemiti
che nascono
nell’anima mia
avvolta in spirali d’estasi
NOTA DELL’AUTRICE:
Questa poesia voglio dedicarla
a tutti i grandi Poeti spagnoli,Neruda Federico Garcia Lorca, Rafael Alberti, Luis Cernuda e tanti altri
che mi hanno trasmesso la voglia
di mettere in versi l’anima
e di continuare a sognare l’amore…
***
L’ISOLA DEL VENTO
Soffiano
i venti alisei
sulla lava pietrificata
vecchia di millenni
e sulla playa solitaria
Vento impetuoso
soffia incessante sul mio cuore
E tu calima rossastra
accompagna il mio sguardo
verso l’orizzonte magico
del domani che mi attende
Di una infinita dolcezza
piena é l’anima mia
mentre lo raggiungo
***
POEMA POR AGARFA
E quando i venti alisei
mi condurranno lontano
e volerò in una nube di calma
dite quanto ero bella
Che le mie labbra erano brace
dove ravvivare il fuoco
Dite
quanto profondi e neri
erano gli occhi miei
in cui lui si inabissò
Raccontate
di lui che mi stregò
col suo amore
e carpì ogni segreto
dal mio cuore
NOTA DELL’AUTRICE:
Racconta la leggenda che nell’antico popolo de la isla de El Hierro, (Canaria) una ragazza di nome Agarfa,aveva svelato al suo innamorato, un soldato andaluso, dove si trovava l’albero dell’acqua,
per questo fu uccisa dall’implacabile Tincas che le trafisse il petto con una lama affilata.
Tincas aveva detto”Si alguien descubre el secreto de el Garoé, el árbol santo, pagará con la muerte.”
C’é un video su you tube : Garoé
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POEMA TRISTE Y DOLIENTE
Lamento flamenco
e l’attesa di un domani
che non c’é
dentro ad un oscuro bar
Perso nel fondo di un bicchiere
in compagnia
di una marcia solitudine
O abbandonato
sul marciapiede della calle
con l’anima tua
in fondo al pozzo
Non riconosco piú in te
l’amigo mio buffo
che si trasformava
in pagliaccio
per strapparmi
un sorriso
Nella calle
non risuona piú
la tua risata ora
Tutto tace
e strazia
il tuo canto di dolore
al ritmo del flamenco
Ora
che il tuo sogno d’amore
si é frantumato
su scogli appuntiti
Trafitto é il tuo cuore
da spine di rosa crudele
colta all’Inferno
Tramutato
hai miele in fiele
E io non trovo parole
per consolare
la rabbia che hai dentro
NOTA DELL’AUTRICE
Prima… C’era un uomo dal cuore grande che cercava con la sua simpatia di far svanire la sua solitudine
Poi… Quando un uomo é solo, scambia per amore quel che amore non é…
Cade nelle mani di una donna crudele, e nella mala suerte non sa piú “distinguir lo bueno de lo malo “.
Da lí che é incominciato tutto… per quello che conosco io della vita.
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SOY UNA GUERRERA
La vita è
come un’eterno sbattere
in avanti