Quando ho dovuto fare una scelta sui libri da salvare,per inviarli quí dove sarei rimasta fino alla fine dei miei giorni,non é stato facile sciegliere!É stato un lavoro triste…faticoso e impegnativo,quasi come per Noé con la sua arca,anche se il mio era un mezzo piú moderno per spedire i ricordi di tutta una vita e gli effetti personali.Nel tempo , si sa, si accumulano tante cose. Affittai un container ,ma i libri erano tantissimi cosí regalai agli amici e a una biblioteca la maggior parte di quel mio tesoro inestimabile.In quel mese di febbraio ricordo che mi svegliavo nel cuore della notte nella casa ormai quasi vuota e silenziosa ,presa da un’ansia che mi schiacciava, avevo attacchi di panico e mi dicevo:”Non ce la posso fare!”e invidiavo mio figlio che se n’era andato per sempre dall’Italia portandosi dietro solo uno zainetto pieno di cd e di belle speranza e una valigia con i propri vestiti.
Il primo libro che riposi in uno dei tanti scatoloni vuoti é stato quello di Oriana Fallaci,Un uomo.
Ma tutti quelli che ho dovuto lasciare in italia,me li sarei portata nel cuore sempre.
Quí un passaggio di questo libro stupendo.
“Ti amavo, perdio. Ti amavo al punto di non poter sopportare l’idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo con le spalle troppo tonde, le sue braccia troppo corte, le sue mani troppo tozze, le sue unghie strappate.”
Un uomo, Oriana Fallaci