Sólo la soledad derrite esa espesa capa de pudor que nos aisla a los unos a los otros; sólo en la soledad nos encontramos; y al encontrarnos, encontramos en nosotros a todos nuestros hermanos en soledad. Créeme que la soledad nos une tanto cuanto la sociedad nos separa. Y si no sabemos querernos, es porque no sabemos estar solos. Sólo en la soledad, rota por ella la espesa costra del pudor que nos separa a los unos de los otros, y de Dios a todos, no tenemos secretos para Dios; sólo en la soledad alzamos nuestro corazón al Corazón del Universo; sólo en la soledad brota de nuestra alma el himno redentor de la confesión suprema. No hay más diálogo verdadero que el diálogo que entablas contigo mismo, y este diálogo sólo puedes entablarlo estando a solas. En la soledad, y sólo en la soledad, puedes conocerte a ti mismo como prójimo; y mientras no te conozcas a ti mismo como prójimo, no podrás llegar a ver en tus prójimos a otros yos. Si quieres aprender a amar a los otros, recógete en ti mismo.
Miguel de Unamuno
Miguel de Unamuno (Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936) “Il suo pensiero nasce dal contrasto fra le istanze della ragione e quelle della vita in una visione di tragica lotta, senza tregua e senza pace. Così il suo modello ideale è la figura di Don Chisciotte, cui dedica il famoso Vita di Don Chisciotte e Sancho (1903). L’eroe di Cervantes viene da lui inteso come suprema incarnazione dell’idealismo umano, che persegue una meta, ricercata ed amata non come termine di possesso, ma come miraggio.”
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Miguel de Unamuno -L’esilio a Fuerteventura –
“Nel 1914, il Ministro della Pubblica Istruzione lo destituisce dall’incarico di rettore per ragioni politiche: ciò trasforma Unamuno in simbolo dell’opposizione liberale. Nel 1920, è eletto dai suoi colleghi decano della Facoltà di Lettere e Filosofia. Viene condannato a diciassette anni di prigione per insulti al re Alfonso XIII, ma la sentenza non viene eseguita. Nel 1921, è nominato vicerettore. I suoi costanti attacchi al re e al dittatore Primo de Rivera provocano una nuova destituzione e l’esilio a Fuerteventura (febbraio del 1924). Il 9 luglio gli viene concessa l’amnistia, che Unamuno però rifiuta, autoesiliandosi in Francia: inizialmente si reca a Parigi e, poco dopo, a Hendaye, nella Vasconia francese. Di qui riprende gli attacchi a Primo de Rivera, il quale tenta persino, senza effetto, di farlo allontanare dalle autorità francesi. Ciò fino al 1930, anno in cui viene meno il regime. Il rientro di Unamuno a Salamanca è trionfale.”
-Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.-