“Ho subìto un danno. Tutte le persone danneggiate sono pericolose. E’ la sopravvivenza che le rende tali.”
“Perchè?”
“Perchè non hanno pietà. Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro.”
“Devo togliermi dalle tue mani. Ritornare in possesso di me stessa. Sono stata un dono fatale. Sono stata il dono del dolore che cercavi ansiosamente, la massima ricompensa del piacere. Benché avvinti in un selvaggio minuetto, ci siamo librati nello spazio, liberamente, chiunque e qualunque cosa fossimo o fossimo destinati ad essere. Come creature venute da un altro mondo, abbiamo trovato in ogni passo la lingua del nostro pianeta perduto. Tu avevi bisogno del dolore. Era il mio dolore che agognavi. Ma anche se adesso non ci credi, la tua fame è saziata in pieno. Ricorda, ora hai il tuo dolore. Sarà ‘tutto, sempre’. Anche se tu mi trovassi, io non ci sarei. Non cercare una cosa che hai già. Anche le ore e i giorni che ci sono stati concessi, e che ora sono finiti per sempre, sono tutto, sempre.”
Josephine Hart, “Il danno”