Da otto anni io e la mia micia viviamo praticamente in simbiosi ,dove sono io c’è lei e ultimamente ha preso l’abitudine di svegliarmi ad ore indecenti e vuole sempre più coccole. Fa le fusa e vuole starmi sempre molto vicina o in braccio.
E’ piena di dimostrazioni d’affetto e non sta tranquilla finchè non la faccio salire sulle mie gambe,dove si adagia affettuosa e mentre fa le fusa mi fissa intensamente negli occhi e io mi chiedo cosa stará pensando.Mi avrà perdonata quando ho deciso a malincuore di sacrificare la sua libertà
per portarla con me in quest’isola circondata dall’oceano.
Forse sono stata egoista ,già non mi perdono di aver dovuto lasciare la mia Dana anche se l’ho lasciata in buone mani
con la mia cara amica veterinaria,che si è presa amorevolmente cura di Dana.
Dana purtroppo era malata ,era stata operata
per l’insorgenza di un tumore mammario e poi per l’età e ulteriori complicazioni piano piano stava peggiorando
ed è morta cinque mesi dopo che io e la mia micia avevamo lasciato l’Italia per sempre.
Mi sentirò sempre in colpa fino alla fine dei miei giorni,perchè sono certa che Dana non ha avrà mai potuto capire perchè piano piano nel giro di pochi anni ,ad uno ad uno ha visto sparire tutti i componenti della mia famiglia…
E dopo abbiamo vissuto sole, io lei e la mia micia per un anno che mi è parso straziante ed interminabile.
Ma sono sopravvissuta grazie a loro,i gatti e i cani ti fanno compagnia meglio delle persone…sono sensibili, affettuosissimi e dolcissimi.Poi ho messo in vendita la casa e sono venuta a vivere a Fuerteventura.
Ma non so se ho fatto la scelta giusta portando la mia micia con me ,farle cambiare vita radicalmente
di punto in bianco…dev’essere stato scioccante salire su quell’aereo, anche se tutto il tempo l’ho potuta tenere
vicino a me nell’apposito trasportino.
Certo è stato uno shock per lei, il viaggio e poi ritrovarsi quì in questo appartamentino dove tutto le era sconosciuto con questi finestre pericolose per lei,forse quando è precipitata giù quella notte non le sará sembrato vero di essere atterrata in strada quasi illesa a parte un taglio vicino alla bocca,è proprio vero i gatti hanno sette vite!Per una funambola come lei non sembravano così in alto le nostre finestre.Prima vivevamo in un paese in Lomellina,
a Sartirana.Il “paese delle rane”, così come venne definito in un bel racconto di Pinina Rota Fo, madre del premio nobel Dario Fo.
La mia villetta era in una via poco trafficata e la micia era libera di stare fuori in giardino,libera di arrampicarsi sugli alberi e di uscire e girare per i dintorni o di starsene in casa per ripararsi dal caldo o dal brutto tempo, ma di sera dormiva sempre in casa.
Non è mai stata fuori di notte,se si attardava con qualche gatto e ritardava,uscivo a chiamarla e arrivava di corsa.
Adesso abitiamo in un appartamentino al secondo piano e non ha più la stessa libertà che aveva prima,e più invecchia e più coccole vuole.
Fa le fusa e vuole starmi sempre molto vicina o in braccio. E’ piena di dimostrazioni d’affetto e non sta tranquilla
finchè non la faccio salire sulle mie gambe,dove si adagia affettuosa e fa le fusa.
In realtá è totalmente dipendente da me.
Secondo il parere del veterinario la natura non prevede
che un felino possa vivere 18 anni …non oso pensare
a quel momento…ma la mia micia quest’anno ne ha già compiuti 21…
Ma voglio spazzare via questo pensiero triste e chiudere il mio post con un aneddoto di Mark Twain,in cui prevale quell’umorismo che fu anche una sua grande prerogativa.
“Se fosse possibile incrociare l’umo con il gatto,
la cosa migliorerebbe l’uomo,
ma di certo peggiorerebbe il gatto.”
Mark Twain