“Quando vi ho fatti, vi amavo.
Ora vi compatisco.
Vi ho dato quanto vi serviva:
letto di terra, lenzuolo d’aria blu…
Mentre mi allontano da voi
vi vedo più chiaramente.
A quest’ora le anime avrebbero dovuto essere
immense,
non quel che sono,
piccole cose vocianti…
Vi ho dato ogni dono,
blu del mattino primaverile,
tempo che non sapevate usare:
volevate di più, l’unico dono
riservato a un’altra creazione.
Qualsiasi cosa abbiate sperato,
non troverete voi stessi nel giardino,
fra le piante che crescono.
Le vostre vite non sono circolari come le loro:
le vostre vite sono il volo dell’uccello
che inizia e finisce nell’immobilità:
che inizia e finisce, forma che riflette
quell’arco dalla betulla bianca
al melo.”
FONTE:Poesia tratta dalla raccolte di poesie
di
Louise Glück: L’iris selvatico