Oggi dedico interamente questo spazio sulla mia pag.web
alla bellissima scrittrice newyorkese Dorothy
o come la chiamavano gli amici, semplicemente Dot
partendo proprio dalla sua fine ,
cioè di quegli anni dal 1957 al 1962 in cui Dot scriveva
per Esquire delle recensioni librarie, sempre più
irregolari e bizzarre per via del suo alcolismo.
Un infarto cardiaco nel 1967 pose fine alla sua vita.
Dot divenne famosa anche ma non solo per i suoi poemetti
ferocemente umoristici.
“Alcuni di essi erano spesso giocati sull’autoironia e sulla sistematica messa in ridicolo dei suoi (spesso fallimentari) affari di cuore,
mentre altri sembravano fare l’elogio del suicidio
(cosa che, peraltro, nel corso della sua vita tentò
non meno di tre volte),
mai disgiunto da una buona dose di sarcasmo:
(EN)
« Razors pain you; Rivers are damp;
Acids stain you; And drugs cause cramp.
Guns aren’t lawful; Nooses give;
Gas smells awful; You might as well live »
(IT)
« I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;
l’acido macchia; i farmaci danno i crampi.
Le pistole sono illegali; i cappi cedono;
il gas fa schifo. Tanto vale vivere… »
(Dorothy Parker, Résumé) ”
“Nonostante il successo, Dot non considerò mai quelle composizioni tra i suoi lavori più importanti. Nei successivi quindici anni uscirono sette volumetti di racconti e poesie, i primi sei raccolti in Collected Poetry (it. Poesie Raccolte): Enough Rope, Sunset Gun, Death and Taxes, Laments for the Living, After Such Pleasures e Not So Deep as a Well; il settimo fu Here Lies (it. Il mio mondo è qui).
Il suo racconto più famoso è, tuttavia
(Big Blonde 1929),
contenuto in After Such Pleasures,
pervaso di umorismo agrodolce e acuto
non disgiunto da una vena malinconica.”
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“Nel suo testamento Dorothy Parker lasciò le sue proprietà alla fondazione di Martin Luther King, del quale era simpatizzante.
Alla morte di King avvenuta nel 1968 tali proprietà andarono alla NAACP (National Association for the Advancement of Coloured People, Associazione Nazionale per la Promozione della Gente di Colore), a sua volta erede designata dello stesso King.”
“Per 21 anni nessuno reclamò le ceneri di Dot,
finché la NAACP costruì un giardino apposito
nella sua sede di Baltimora allo scopo di custodirle.
Il giardino reca una targa che recita:
” Qui giacciono le ceneri di Dorothy Parker (1893 – 1967),
umorista, scrittrice, critica.
Ha difeso i diritti umani e civili.
Come epitaffio suggerì “Scusatemi se faccio polvere”.
Questo giardino è dedicato alla sua memoria,
al suo nobile spirito
che ha celebrato l’unicità dell’umanità
e i legami dell’eterna amicizia
tra il popolo nero e quello ebraico.
La NAACP pose il 28 ottobre 1988. ”
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
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Dorothy Parker
“Dorothy Parker, nata Dorothy Rothschild (Long Branch, 22 agosto 1893 – New York, 7 giugno 1967), è stata una scrittrice, poetessa e giornalista statunitense, nota anche con i diminutivi di Dot o Dottie.
Fu tra le più argute e caustiche commentatrici dei fenomeni di costume americano dell’epoca, capace di fustigare con cinismo le debolezze, i vizi e le virtù della società
del XX secolo.”
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
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TANTO VALE VIVERE racconti e poesie
di Dorothy Parker
( uno dei monologhi tratti da racconti di Dorothy Parker)
“So di essere stata felice al tuo fianco;
Ma quel che è stato è stato, e basta.
Non fa bene crogiolarsi nel pianto…
Quel che lietamente visse, coraggiosamente morì.
Non comporrò canzoni per cuori infranti.
E tu, che sei uomo, non vuoi lacrime,
E se dovessi offrirti la mia fedeltà,
Saresti, credo, un po’ terrorizzato.
È questo il bisogno della donna, la sua condanna: