“Non vorrei crepare Prima di aver conosciuto I cani neri del Messico Che dormono senza sognare Le scimmie del culo pelato Divoratrici di fiori tropicali i ragni d’argento Dal nido pieno di bolle Non vorrei crepare Senza sapere se la luna Dietro la faccia di vecchia moneta Abbia una faccia puntuta Se il sole sia freddo Se le quattro stagioni Siano poi davvero quattro Senza aver tentato Di sfoggiare un vestito Lungo i grandi viali alberati Senza aver contemplato la bocca delle fogne Senza aver ficcato il cazzo In certi angoli bizzarri Non vorrei crepare Senza conoscere la lebbra O le sette malattie Che si prendono laggiù Il buono e il cattivo Non mi tormenterebbero Se sapessi Che ci sarà una prima volta E troverò pure Tutto ciò che conosco Tutto ciò che apprezzo E sono sicuro mi piace Il fondo verde del mare dove ballano i filamenti delle alghe Sulla sabbia ondulata La terra bruciata di giugno La terra che si screpola L’odore delle conifere Ed i baci di colei Che mi fa stravedere La bella per essenza Il mio orsacchiotto, l’Orsola Non vorrei crepare Prima di aver consumato La sua bocca con la mia bocca Il suo corpo con le mie mani Il resto con i miei occhi Non dico altro bisogna Restare umili Non vorrei crepare Prima che abbiano inventato Le rose eterne La giornata di due ore Il mare in montagna La montagna al mare La fine della sofferenza I giornali a colori La felicità dei ragazzi E tante cose ancora Che dormono nella testa Degli ingegneri geniali Degli allegri giardinieri Di socievoli socialisti Di urbani urbanisti E di pensierosi pensatori Tante cose da vedere Da vedere e da sentire Tanto tempo ad aspettare Da cercare nel nero E io vedo la fine Che brulica e che arriva Con la sua gola schifosa E che m’apre le braccia Da rana sciancata Non vorrei crepare Nossignore nossignora Prima di aver assaporato Il piacere che tormenta Il gusto più intenso Non vorrei crepare Prima di aver goduto Il sapore della morte”
Boris Vian
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Boris Vian-Boris Vian (Ville-d’Avray, 10 marzo 1920 – Parigi, 23 giugno 1959) è stato uno scrittore, paroliere, drammaturgo, poeta, trombettista e traduttore francese.
È stato anche membro del Collège de Pataphysique nonché dirigente del reparto discografico jazzistico presso Philips.
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Muore non ancora quarantenne, dopo aver scritto cinquecento canzoni, una decina di romanzi, e piéces teatrali, tra cui spicca Generali a merenda. La mattina del 23 giugno 1959 si trovava al Cinema Marbeuf in occasione della proiezione della versione cinematografica del suo controverso romanzo J’irai cracher sur vos tombes. Aveva già combattuto con i produttori circa la loro interpretazione del suo lavoro, denunciando pubblicamente di aver chiesto invano la rimozione del suo nome dalla pellicola. Cinque minuti dopo l’inizio del film, pare che avesse esclamato: “Questi tizi dovrebbero essere americani?” Un attimo dopo venne colto da una crisi cardiaca e morì durante il trasporto all’ospedale. L’infarto non giunse del tutto inaspettato, dato che Vian soffriva da molti anni di cardiopatia.