STORIA DA RIVIVERE PER RACCONTARLA

di | 12 de Marzo de 2014

Tutte le volte che vedo l’immagine di un cavallo ,

mi rendo conto di quanto i cavalli hanno contato

nella mia vita,nel bene e nel male…

Da dove inizio a raccontare

Tutto è incominciato in Emilia intorno agli anni venti .

Da mio nonno paterno che aveva sperperato tutte le

ricchezze ereditate dalla morte di sua moglie.

In pochi anni si era venduto i terreni e perso tutto

giocando ai cavalli,sua grande passione insieme

a quella per le donne. Il nonno passava intere giornate

all’ ippodromo di Reggio Emilia…

Tutto è incominciato lì intorno agli anni venti .

Fortunatamente la grande casa sulla collina

era rimasta ai figli che aveva abbandonato quando

aveva conosciuto quella donna per cui aveva perso

la testa.Mia madre aveva solo cinque anni quando si

ritrovò ad essere allevata dalle due sorelle maggiori

e protetta dai quattro fratelli che fecero del loro

meglio per non farle sentire la mancanza del padre.

A quattordici anni poi lasciò per sempre l’Emilia Romagna

e andò a vivere con la sorella in un piccolo paesello

del nord Italia.

Dopo ,da sposata lei e mio padre abitavano nella tenuta

proprietà di una famiglia prestigiosa ,dove c’erano

i cavalli .

Due anni dopo sono nata io ,era una sera d’estate

e c’era la festa del paese.

Mio padre che era un gran romantico,da piccina

mi raccontava di quella notte come si racconta

una favola,mi diceva che aveva attaccato il suo cavallo

al calesse ed era andato a prendere l’ostetrica in paese…

E io avevo appena un anno e lo stesso cavallo divenuto

purtroppo cieco era scappato dalle stalle e si era

messo a correre dirigendosi verso di me che me ne stavo

tranquilla seduta in mezzo al prato a giocare con le

margheritine… lui mi aveva sentita e mi aveva scavalcata.

Mio padre amava quel cavallo e non lo volle far

sopprimere. Anni dopo però quasi mi ritrovo

orfana,il cavallo scappò dalla stalla travolgendo mio padre

in una delle sue corse impazzite gli passò sopra

schiacciandolo,i medici dissero a mia madre che se era

vivo era sicuramente stato un miracolo della Madonna!

Eppure sia io che mio padre abbiamo sempre amato

i cavalli e finalmente un giorno ho potuto

averne uno tutto mio,un cavallo bianco bellissimo.

Ho avuto anche il privilegio di vedere il mio Pusco

cavalcato da una duchessa ,nipote del duca Amedeo D’Aosta.