COELHO – 3

di | 27 de Dicembre de 2013

Una bella pagina tratta da “Lo Zahir” di Paulo Coelho.

«Ho visto che in guerra, per quanto possa sembrare paradossale, gli uomini sono felici. Per loro, il mondo ha un senso. Come ti ho detto prima, il potere assoluto – o il sacrificio per una causa – dà un significato alle loro vite. Sanno amare senza limiti perché non hanno più niente da perdere. Un soldato ferito a morte non dice mai ai medici: “Vi prego, salvatemi!” Generalmente le sue ultime parole sono: ‘Dite a mio figlio e a mia moglie che li amo’. Nel momento della disperazione, parlano d’amore!

[…]

“Esther domanda perché gli uomini sono tristi.

“’È semplice’, risponde il vecchio. ‘Vivono imprigionati nella loro storia personale.

Tutti sono convinti che l’obiettivo dell’esistenza sia quello di portare a compimento un piano.

Nessuno si domanda se quel progetto sia il proprio, o se sia stato pensato da altri.

Le persone accumulano esperienze, ricordi, cose e idee altrui – più di quanto possano sostenere. E così dimenticano i propri sogni.’

[…]

“’Come si può fare per liberarsi di questa storia che ci hanno raccontato?’

“’Bisogna ripeterla a voce alta: noi rappresentiamo i suoi dettagli principali. E così, a mano a mano che la raccontiamo, ci congediamo da ciò che siamo stati, e – te ne renderai conto quando deciderai di affrontare questo cammino – ci apriamo a un mondo nuovo, sconosciuto. Ripeteremo tante volte quella storia antica, finché non avrà più importanza per noi.’

[…]

Quando le persone raccontano le loro storie, prendono coraggio».