“Il mio premio non sono i libri
e le poesie tradotte
o i libri scritti per descrivere o
sezionare
le mie parole.
Il mio premio è…
quel momento grave della mia vita
quando nel fondo del carbone di
Lota,
in pieno sole nella salina riarsa,
dal pozzo della miniera
è uscito un uomo
come se venisse su dall’inferno,
con il viso stravolto dalla fatica
terribile,
con gli occhi arrossati dalla polvere
e porgendomi la mano indurita,
quella mano che reca
tutta la mappa della pampa
nei suoi calli e nelle sue rughe,
mi ha detto, con occhi brillanti:
Ti conoscevo da molto tempo,
fratello”.
– Neruda –