Anche se vivo lontana dall’Italia, non dimentico le mie radici ed ho il piacere di conservare la corrispondenza epistolare avvenuta con la zia Bruna e i cugini dell’Emilia come un piccolo tesoro.
E ricordo tutte le volte che andavo a Ventoso da zia Bruna, lei apriva quel cassetto del mobile che aveva nella piccola saletta e mi faceva vedere con tutte le foto di famiglia….
Nelle nostre chiacchierate andiamo a ritroso con la memoria… è come un puzzle,un grande mosaico …un viaggio sulle tracce della storia familiare del “clan”e non si può chiamarlo in un altro modo visto che dai miei nonni sono nati ben diciannove figli..di cui purtroppo è rimasta solo la zia Bruna,lei è una fonte di ricordi speciale per me,che vorrei lasciare le memorie di questa grande famiglia.
Nonno Ciro era il capostipite ,sposato con nonna Giuseppina morta precocemente.Il nonno Ciro era ferroviere a Reggio Emilia e rimasto vedovo aveva conosciuto Lucinda che viveva a Maranello,anche Lucinda era vedova con due figli piccoli,così si erano sposati ed era andato a vivere con lei.
Lungo i vicoli polverosi del tempo,ci addentriamo
nel piccolo paese di Ventoso che cela i ricordi delle fortune e delle disgrazie di quei fratelli e sorelle ,
con le loro vite segnate dall’abbandono del padre
dopo la morte della cara mamma.
Ma non ci sono solo cose tristi ma anche tanti ricordi divertenti raccontati con i colori della memoria.
Quando penso alle mie radici materne,mi torna sempre in mente quello che mia madre raccontava del nonno e del suo funerale senza preti ma con la banda a seguito che suonava”Bandiera Rossa”. All’interno della casa dei nonni,nella grande cucina troneggiava la foto di Palmiro Togliatti al posto del crocifisso.
Io pure vengo da una famiglia di comunisti,mio padre era un comunista convinto ,però non così tanto come lo erano in Emilia a quei tempi…anche se non amava in particolar modo i preti,ma a casa mia ogni stanza era piena di quadri di madonne e per tradizione noi donne “mogli e figlie” si votava quello che votava il capofamiglia.
E su questo argomento chiudo quì il racconto
ma vi lascio uno stralcio di due lettere
avvenute tra me e il simpatico marito di mia cugina.
-Carissimo cugino,io pure ho tante curiosità!!!
Mi ricordo che anche a casa di zio Giovanni che poi è divenuto tuo suocero,c’era appesa la foto di Palmiro Togliatti.
Come è stato per te l’impatto?-
-Ciao Nadia,
quando arrivai a Ventoso per la prima volta senza l’indirizzo preciso perche tua cugina diceva che al suo paese non si usava ,cominciai a chiedere ai passanti
e fu cosi che mi accorsi quanto era grande “il clan”
Oltre tutto c’era in vista un temporale estivo che mi seguiva da parecchi kilometri, arrivato comunque a destinazione a parte tua cugina e sua mamma non conoscevo nessuno altro…quello che mi impressionò fu la calorosa accoglienza mettendomi cosi a mio agio.
Ed ora ti devo confessare una mia mancanza
o perlomeno la mia ignoranza politica, scambiai la foto di Togliatti per il nonno di tua cugina,nonche mia futura moglie e la figuraccia fu grande ma il lavoro che facevo era lontano della politica.
Ma fu piacevole il sentirlo spiegare da quel fedele condottiero che era tuo zio e ho potuto cogliere una nota di fierezza e di soddisfazione nella voce di chi sarebbe diventato poi mio suocero.
Ciao
alla prossima-
PS la mia ignoranza in politica è rimasta la stessa
io non li capisco…da come si comportano se fossi in loro mi vergognerei…imbrogli di tutti i generi ,cosi dicono i giornali, mah!!!
NOTA DELL’AUTRICE:
Un grazie a zia e ai miei parenti,
sarò per sempre grata per aver condiviso con me i ricordi di questa grande famiglia.
Spero di poter aggiungere altri ricordi,
senza il loro aiuto questo racconto
non potrebbe ne continuare…ne esistere.