Ultimo post dedicato a Franz Krauspenhaar
“È un autore poliedrico, attento alla forma e alla varietà delle esperienze letterarie possibili. I suoi romanzi sono spesso autobiografici, a volte in modo totale, come nell’autofiction Era mio padre, o in 1975. I romanzi di Henry Miller più di molti altri hanno influenzato Krauspenhaar dal punto di vista di una discorsività libera e senza tabù, nel solco di un autobiografismo ora totale ora parziale, quasi magico, o “ideale”. Oltre questo, Krauspenhaar ama raccontare le sue storie attraverso la voce in prima persona del protagonista non solo quando si muove nell’ambito di uno stretto autobiografismo. C’è la necessità di raccontare un’anima attraverso i pensieri e il corpo, di raccontare tutto il possibile, di confessare. Lo scrittore milanese, di padre tedesco, ha pubblicato dunque romanzi molto diversi tra loro: Avanzi di balera – scritto a 30 anni e pubblicato a 40 – è una specie di “romanzo a episodi”, come fosse proprio un film a episodi di quelli che si producevano negli anni sessanta. Le cose come stanno è un romanzo epistolare tutto in bianco e nero, ambientato in una livida Germania bergmaniana degli anni ’60, stilisticamente d’impronta bernhardiana. Cattivo sangue è un noir – monstre (più di 400 pagine) che racchiude due romanzi (Automobilcrimés e La voce del sangue) in uno, che rimanda a una consolidata tradizione noir, tra Léo Malet e il cinema di Jean-Pierre Melville e Julien Duvivier; diversamente dai primi due libri, qui i dialoghi hanno uno spazio considerevole. Era mio padre è la storia vera del padre tedesco dell’autore, della sua famiglia e della stesura dello stesso romanzo lungo 80 anni di storia, un viaggio nei ricordi e nel passato “che non passa”. L’inquieto vivere segreto è la storia di uno scrittore tedesco alle prese con un figlio odiato, ed è una specie di “negativo surrealista” e allucinato di Era mio padre. 1975 tratta di un anno della vita dell’autore, l’anno della prima liceo nel centro di Milano, che culmina con la morte di Pasolini, il 2 novembre, pochi giorni prima che Krauspenhaar compisse il suo quindicesimo anno d’età. Il tono del breve romanzo è di dolceamara rievocazione. La passione del calcio è un diario personale sul calcio, una congerie di ricordi personali e di valutazioni tecnico-sentimentali su quello che il calcio è e rappresenta, e dunque è anche una riflessione a volte malinconica sulla passione in generale.Un viaggio con Francis Bacon è un breve saggio narrativo nel quale l’autore parla del pittore inglese come fosse il compagno di un viaggio nei mille stimoli culturali del genio, un viaggio a volte allucinante; Le monetine del Raphaël è la ricognizione dura e impietosa in prima persona di un pittore milanese creato in voluta somiglianza con Francis Bacon che appunto racconta 60 anni di storia italiana attraverso le esperienze artistiche e umane del protagonista e la rievocazione dei “grandi incidenti collettivi” del Paese, partendo dalla fine simbolica dell’era di Bettino Craxi, colui che ha sottratto il pittore all’anonimato grazie al suo potere.
Per quanto riguarda la produzione in versi, a parte gli esperimenti in e-book, Franzwolf raccoglie il succo del lavoro di due anni di scrittura poetica, che spesso diventa veicolo di struggimento; Krauspenhaar inizia a comporre seriamente soltanto nel 2007, una volta chiuso il romanzo Era mio padre, come a cercare di continuarne lo spirito di profonda ricerca interiore anche in un’altra forma, finora solo sperimentata in solitudine, senza testimoni: la poesia. Segue Effekappa, raccolta che mette insieme molti stili e voci diverse, forse la più sperimentale e disomogenea, quasi schizofrenica, tra Haiku barocchi e interminabili oltreché sarcastici e momenti di profonda introspezione e altri di buffonesca liberazione. E infine “Biscotti selvaggi”.”
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