OGGI VI PARLO DI…

di | 8 de Novembre de 2013

Mi piace osservare la gente,
si capiscono molte cose
guardandola negli occhi
anche se sono perfetti sconosciuti…

Oggi vi parlo dell’ultima arrivata.
Sono molto contenta y ne gusta saber que de noche no estoy sola,olvidada en el fondo de esto palacio desierto….
Lei che ho soprannominato “la Duse”, ha una coda di cavallo legata con una vistosa rosa rossa ,meches biondo-triste-rassegnato-tendente al verde, con la ricrescita che evidenzia la chioma canuta e l’età…..
I suoi capelli sembrano gridare -Aiuto!è una vita che non vado dal parrucchiere! –
Non per cattiveria,ma penso che ne avrebbe un’impellente bisogno e mi verrebbe da dirle -Da quanto tempo non ti concedi un pomeriggio dal parrucchiere ?-
-Niente di meglio per una donna che ha già passato i suoi “primi 60anni”!!!-
Devo dire però che ammiro la signora per il suo portamento,si vede che va fiera del suo corpo e del suo lato B che è quello di una trentenne.Infatti quando si è messa ad appendere le tende nuove in splip e reggiseno ,credo che i vari piccoli tamponamenti allo stop e vedevo o sentivo nella calle,con le urla di qualcuno incazzatissimo perchè si era trovato gli specchietti rotti ,siano merito della signora Duse.
Ma andiamo avanti.Nulla più di una calzatura femminile parla della donna che la indossa e anche in questo caso con impeccabile riferimento a “la classe non è acqua” la signora scende dopo cena a gettare la spazzatura con una mise strabigliante,una vestaglia lunga di seta nera stampata a fiori “Made in China” e al posto delle solite ciabattine che tutte le donne si mettono appena arrivano a casa reduci da una giornata sui tacchi a spillo,lei indossa scarpetta nera in raso,con punta sexy.
La signora racconta che è appena ritornata da una favolosa vacanza d’amore con il amante cubano di quarantacinque anni .Sì,lui ha ben 18 anni in meno di lei e se vi state domandando come avrà passato quei giorni, lei vi racconterà che hanno girato l’isola in lungo e in largo di giorno e di sera ballando ,mangiando e bevendo fino a ubriacarsi.Che importa se poi in camera la picchiava…se facevano l’amore in modo selvaggio…
-Che importa!- vi dirà -solo così si riesce ad allontanare la vecchiaia e l’ombra della morte-.

E ha ragione la Duse,ci si aggrappa a tutto…basta non pensare al tempo impietoso che scorre…
Se il finale del racconto vi ha lasciati un pò così ,con un gusto retroamaro in bocca,vi regalo una poesia di Alfonsina Storni.

“Questa notte all’orecchio m’hai detto due parole.
Due parole stanche
d’esser dette. Parole
così vecchie da esser nuove.
Parole così dolci che la luna che andava
trapelando dai rami
mi si fermò alla bocca. Così dolci parole
che una formica passa sul mio collo e non oso
muovermi per cacciarla.
Così dolci parole
che, senza voler, dico: “Com’è bella la vita!”
Così dolci e miti
che il mio corpo è asperso di oli profumati.
Così dolci e belle
che, nervose, le dita
si levano al cielo sforbiciando.
Oh, le dita vorrebbero
recidere stelle.”

Fine del racconto ,alla prossima!

Nadia Mazzocco