ARCHIVIO 2015 – 33

di | 12 de Luglio de 2013

Ogni giorno è un nuovo giorno.
Tutto da inventare, tutto da vivere, tutto da godere.
L’alba lo posa sul palcoscenico della tua vita,
e se ne va.
Il nuovo giorno è tuo, t’appartiene,
nessuno te lo può portare via.
Puoi farne ciò che vuoi.
Puoi farne un capolavoro o un fiasco.
Perché sei Tu il soggettista…
Perché sei Tu il regista…
Perché sei Tu il protagonista.
La vita è fatta di tanti nuovi giorni:
tutti da inventare,
tutti da vivere,
tutti da godere.
Alzati dalla poltrona di prima fila!…
e sali sul palcoscenico della tua vita!

-Omar Falworth-

***
Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza.
L’odio è spesso una variante impazzita dell’amore.
L’indifferenza invece riduce a nulla l’altro,
non lo vedi neppure, non esiste più.
E nessuno ha il diritto di ridurre a nulla un uomo.

L’indifferenza avvelena la terra,
ruba vita agli altri,
uccide e lascia morire;
è la linfa segreta del male.

(Ermes Ronchi)

***
Non cercare le apparenze, possono ingannare…
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi…
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché
ci vuole solo un sorriso per far sembrare
brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

– Paulo Coelho –

***
Gli affetti del cuore
sono come i rami del cedro;
se l’albero perde un ramo robusto,
soffre, ma non muore.
Riversa tutta la vitalità
nel ramo accanto,
perchè possa crescere
e riempire il posto vuoto.

Kahlil GIBRAN

***
Certo che ti farò del male.
Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.

– Antoine de Saint-Exupéry –

***Il mio cuore, come il mare, non ha limiti
e il mio amore è profondo quanto il mare:
più a te ne concedo più ne possiedo,
perché l’uno e l’altro
sono infiniti.

– William Shakespeare –

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Claudio Monteverdi: L’incoronazione di Poppea
FORTUNA

Deh, nasconditi, o Virtù,
già caduta in povertà,
non creduta deità,
nume ch’è senza tempio,
diva senza devoti, e senza altari,
dissipata,
disusata,
aborrita,
mal gradita,
ed in mio paragon sempre avvilita.
Già regina, or plebea, che per comprarti
gl’alimenti e le vesti
i privilegi e i titoli vendesti.
Ogni tuo professore,
se da me sta diviso
sembra un foco dipinto
che né scalda, né splende,
resta un calor sepolto
in penuria di luce;
Chi professa virtù non speri mai
di posseder ricchezza, o gloria alcuna,
se protetto non è dalla Fortuna.

FORTUNA

Escóndete, pues, Virtud,
caída ya en la pobreza,
deidad no creída,
numen sin templo,
divinidad sin devotos y sin altares,
desaparecida,
abandonada,
aborrecida,
mal agradecida,
y comparada conmigo, siempre escarnecida.
Antes reina, ahora plebeya,
para compartir los alimentos y vestidos,
debiste vender privilegios y títulos.
Cualquiera que te profese,
si se aleja de mí,
se asemeja a un fuego pintado
que ni calienta ni brilla;
queda sólo un color como apagado,
carente de luz.
Quien profese la virtud,
no espere nunca poseer riqueza ni gloria alguna
si no está protegido por la Fortuna.

***
CLAUDIO-MONTEVERDI,MADRIGALI-AMOROSI

Non havea Febo ancora
recato al mondo il dì,
ch’una donzella fuora
del proprio albergo uscì.
Sul pallidetto volto
scorgeasi il suo dolor,
spesso gli venia sciolto
un gran sospir dal cor.
Sì calpestando i fiori
errava or qua, or là,
i suoi perduti amori
così piangendo va:
“Amor”, dicea, il ciel
mirando, il piè fermò,
“Dove, dov’è la fè
che’l traditor giurò?”
Miserella, ah più no, no,
tanto gel soffrir non può.
“Fa che ritorni il mio
amor com’ei pur fu,
o tu m’ancidi, ch’io
non mi tormenti più.
Non vo’ più ch’ei sospiri
se non lontan da me,
no, no che i martiri
più non darammi affè.
Perchè di lui mi stru