LUGLIO -ARCHIVIO BLOG

di | 10 de Luglio de 2013

BERTOLT BRECHT (1898 -1956)

Un giorno di settembre, il mese blu,
Tranquillo sotto un giovane susino
Io tenni l’amor mio pallido e quieto .
Tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
Cera una nube ch’io mirai a lungo:
Bianchissima nell’alto si perdeva
E quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
Trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini sono ormai abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: piú non lo ricordo.
E pure non ignoro il tuo pensiero,
Pure il suo volto piú non lo rammento,
Questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
Senza la nube apparsa su nel cielo,
Questa ricordo e non potrò scordare:
Era bianca e scendeva giú dall’alto.
Forse susini fioriscono ancora
E quella donna ha forse sette figli,
La nuvola fiori solo un istante
E quando riguardai spari nel vento.

*
Un poema di Ko Un

LA VELA BIANCA

Certo nessuno anela a una tempesta!

Eppure tu, bianca vela lì fuori nel mare

Tu, nel profondo del cuore, desideri che la tempesta arrivi.

Perché solo nella tempesta

Riesci ad essere viva

Oh bianca vela di pazienza e desiderio nello scuro mare blu!

Battaglia!

Il mio sguardo non si stacca da te.

Per l’erba sotto i miei piedi

Anche una brezza gentile è tempesta.

*

Carlos Drummond De Andrade

SI FERMA IL SESSO SPIRANDO

Si ferma il sesso spirando, io mi giro, spirante.
Fonte della mia vita, in te m’avvolgo e affondo.
Amore, amore, amore – il braciere raggiante
che mi dà, con l’orgasmo, la spiegazione del mondo.

Povera carne senile, che vibra insoddisfatta,
la mia si ribella alla morte annunciata.
Voglio ancora invadere quell’angusto anfratto
dove il maggior diletto mi propizia l’amata.

Domani, mai più. Oggi stesso, forse,
mi si congela il nervo, mi svanisce il piacere
prima che, deliziosa, cessi l’esplorazione.

L’orgasmo dunque coroni l’ora della mia fine
e possa io partire, l’essere nella pienezza,
imperlando di seme l’eremo irreparabile.

Poema de Carlos Drummond De Andrade .

“Non ritengo onesto che si consideri poeta chi fa versi perché soffre d’amore, mancanza di soldi, o momentanea presa di contatto con le forze liriche del mondo, senza darsi ai quotidiani e segreti lavori della tecnica, della lettura, della contemplazione e dell’azione. Anche i poeti si armano e un poeta disarmato è, davvero, un essere alla mercè di ispirazioni facili, docile alle mode e ai compromessi.”

Carlos Drummond De Andrade -Poeta, periodista y político brasileño,

impulsor del modernismo en Brasil

y uno de los poetas brasileños más influyentes
del siglo XX.

31 de octubre de 1902 Itabira, Minas Gerais, Brasil

17 de agosto de 1987 Río de Janeiro, Brasil

Não cantarei amores que não tenho,
e, quando tive, nunca celebrei.
Não cantarei o riso que não rira
e que, se risse, ofertaria a pobres.
Minha matéria é o nada.27
Non canterò gli amori che non ho
e, quando ne ho avuti, mai ho celebrato.
Non canterò il riso che non rise
e che, se avessi riso, lo avrei offerto ai poveri.
La mia materia è il nulla.

Carlos Drummond De Andrade

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Odo… nel silenzio un suono…
è il battito irregolare del mio cuore.
Guardo… nel buio l’ombra del tuo corpo.
Respiro… nell’immensità della notte il tuo profumo.
Sento… nelle mie mani le tue.
Assaporo…le mie labbra che sanno ancora di te.
Potrò mai fuggire dalla follia dei miei sensi?
Vorrò mai dimenticare il colore di una notte vissuta insieme?
No.
Finché il cielo porterà la luna…
la mia mente porterà ricordi di passione vissuta.

Pablo Neruda

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Dos cuerpos, dos almas, un aliento…
Octavio Paz deja nos regala este hermoso poema.

Due corpi

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all’altro,