LADY CHATTERLEY´S LOVER

di | 20 de Giugno de 2013

Una pagina tratta da “L’amante di Lady Chatterley”
di David Herbert Lawrence

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Dal silenzio di disapprovazione che seguì, si levò la voce di Berry.
Chiese in tono ansioso:
– Ma tu ci credi all’amore, vero Tommy?

– Caro ragazzo! – disse Tommy – No che non ci credo, angelo mio. Nove volte su dieci, no. L’amore è un’altra di quelle commedie idiote che vanno in scena ai nostri giorni. Tipi che sculettano e che si scopano quelle ragazzine tutte jazz con le chiappe piatte come quelle di un ragazzo, due chiappe, due bottoni da collo. Intendi questo amore? Oppure quello tipo: “proprietà-indivisa”, “chesia-utile-alsuccesso”, “mio marito-mia moglie” e tutta quella roba lì? No, caro amico mio, non ci credo proprio per niente.

– Allora, a cosa credi?
– Io? Intellettualmente credo nel buon cuore, in un pene sempre pronto, in un’intelligenza vivace e nel coraggio di dire “Merda!” davanti a una signora.
– Ma allora sei a posto! – esclamò Berry.
Tommy Dukes scoppiò a ridere.

– Sei un angelo. Ma fosse vero! Fosse vero! Purtroppo non è così. Ho il cuore torpido e insensibile come una patata e il mio pene si affloscia, incapace di sollevare il capo. E non esiterei a tagliarmelo piuttosto che dire “Merda!” davanti a mia madre e mia zia… quelle sono vere signore. Non sono nemmeno particolarmente intelligente. Mi definirei piuttosto “un abitante della città del pensiero”. Sarebbe bellissimo potere essere intelligenti: ogni parte del proprio corpo viva, attiva. Il pene che alza la testa e dice: “Ehi! come va?” a tutte le persone intelligenti che incontra. Renoir sosteneva di avere dipinto tutti i suoi quadri con il pene… e lo ha fatto… e che bei quadri! Io vorrei avere fatto qualcosa di simile con il mio! Dio, è terribile quando l’unica cosa che si è capaci di fare è parlare, parlare e parlare. Una tortura ulteriore aggiunta all’Ade! Il primo colpevole di tutto ciò è stato Socrate.

– Ma ci sono molte donne graziose in questo mondo – disse Connie sollevando il capo. Si era dunque espressa! Alla fine! Gli uomini si risentirono per quella intrusione… il suo compito era quello di fare finta di non avere sentito niente. Fu fastidioso per loro ammettere che lei era lì e che aveva ascoltato tutto con estrema attenzione.

– Dio mio! Se non sono graziose con me/cosa mi importa che lo siano?
– No, non c’è speranza. Non ce la faccio proprio a vibrare all’unisono con una donna. Non riesco a volere una donna sino in fondo quando me la trovo a tu per tu e nemmeno ho intenzione di costringermi a farlo. Mio Dio, no! Rimarrò quello che sono, porterò avanti questa mia vita intellettuale. È la sola cosa onesta che io possa fare. In fondo riesco a essere abbastanza felice anche solo parlando con le donne. Ma rimane
tutto così puro, così terribilmente puro. Non c’è speranza. Che cosa ne dici tu, o
Ildebrando, mio fifoncello?

– La purezza si accompagna all’assenza di complicazioni – fu la risposta di Berry.
– Già. La vita è troppo semplice.

L’amante di Lady Chatterley. David Herbert Lawrence