VASCO PRATOLINI-CRONACA FAMILIARE

di | 19 de Giugno de 2013

“Cronaca familiare” è un romanzo autobiografico di Vasco Pratolini, dal quale è stato tratto il film omonimo.

Pubblicato nel 1947, narra la genesi, lo sviluppo e la tragica fine del rapporto affettivo tra l’autore e il fratello Dante, ribattezzato in seguito Ferruccio dai genitori adottivi.

Secondo vari studiosi sarebbe stato scritto in breve tempo e, per gran parte almeno, nella stanza 304 dell’Hotel Savoy, a Firenze.

Il romanzo si apre con un messaggio al lettore, nel quale dichiara esplicitamente la natura del romanzo che seguirà:

« Questo libro non è un’opera di fantascienza. È un colloquio dell’autore con suo fratello morto. L’autore, scrivendo, cercava consolazione, non altro. Egli ha il rimorso di avere appena intuita la spiritualità del fratello, e troppo tardi. Queste pagine si offrono quindi come una sterile espiazione »

Quando Ferruccio sale sull’ambulanza, che sparisce nel viale, Vasco sa benissimo che non lo rivedrà.
L’autore se ne va dall’ospedale a piedi, triste, immerso nei pensieri. Tutte le sue idee, le sue convinzioni, l’amore per la famiglia, la fiducia nel lavoro, la verità degli ideali ai quali crede vacillano, di fronte alla morte del fratello.

Conclusione

Il romanzo si conclude con un messaggio di Vasco a Ferruccio.
Un testo poetico, lirico, un pensiero interiore
che diventa preghiera:

« Ora mi dico che per gli spiriti più immacolati e più corrotti la morte è sempre un’assuefazione di vita, è il compimento di una conoscenza. E per le anime non più pure e non ancora peccatrici, che non conobbero né il sapore della rinuncia né il gusto dell’offesa? “Poiché dei poveri di spirito sarà il regno dei cieli” disse il Cristo. Se così è, la tua anima splende nell’Eterno più alto. »

Una parte dell’articolo tratto
da: Cronaca familiare (romanzo)
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