«Per me scrivere è disprezzarmi; ma non posso smettere di scrivere. Scrivere è come la droga che odio e che prendo, il vizio che disprezzo e in cui vivo. Ci sono veleni necessari, e ce ne sono sottilissimi composti di ingredienti dell’anima […] Sì, scrivere significa perdermi, ma tutti si perdono, perché tutto è perdita. Però io mi perdo senza allegria, non come il fiume nella foce alla quale nacque ignaro, ma come la pozzanghera creata sulla spiaggia dall’alta marea, e al cui acqua, inghiottita dalla sabbia, non tornerà più al mare».
Fernando Pessoa (13 giugno 1888 – Lisbona)