VISIONI

di | 1 de Gennaio de 2013

William Blake – Visioni

…“ reprimono il desiderio solo quelli che lo hanno tanto debole da poterlo reprimere. L’elemento repressivo o ragione ne usurpa allora il posto e fa da guida a chi non sa volere. Così frenato, il desiderio si fa gradualmente passivo fino a non essere più che ombra di se”.. (pag.103)

“Attorno a me il mio spettro giorno e notte”

Attorno a me il mio spettro giorno e notte
Simile ad una bestia selvatica la mia strada sorveglia
In me la mia emanazione da lungi
In un pianto incessante il mio peccato piange
Illimitato vuoto e senza fondo
Ove andiamo errando piangiamo
Sopra il famelico rapace vento
Da vicino ti segue il mio spettro
E fiuta le tue peste nella neve
Dovunque ti avvenga di andare
D’inverno tra grandine e pioggia
Di nuovo quando, quando tu verrai?
Per alterigia e sprezzo
Tutta la mia mattina non colmi di tempeste
Per gelosie e spaventi non fai piene
Di lacrime le notte mie piacevoli?
Il tuo coltello sette degli amori miei dolci
Privò di vita
Tombe di marmo ho costruito loro con le mie lacrime
E con le fredde paure ragghiaccianti
Sette altri amori notte e giorno piangono
Circondano le tombe ove i miei amori giacciono
E ogni notte attorniando il mio giaciglio
Sette altri amori vigilano con sette torce splendenti
Ed altri sette amori nel mio letto
D’ebrietà’ il mio cupo capo incoronano
E compatiscono e sono dimentichi
D’ogni tua trasgressione grande o piccola
Quando, gli occhi volti ai miei amori
Per rinnovare il vivere, ritornerai?
Quando tornare a vivere vorrai?
Quando come ho perdono avrai pietà’?
Al di sopra dei miei peccati stai e gemi:
Non avresti di tuo nessuno peccato?
Al di sopra dei miei peccati stai e piangi
E i tuoi peccati culli profondamente in sonno
Tutte le trasgressioni ch’ io commetta
Convengono alle tue
Sono tue cortigiane, il loro schiavo sei
E diventa il mio letto loro fossa
Per cielo, terra e inferno
Tu non avrai mai quiete, mai
Fuggirò’ inseguirai
Notte e giorno rinnovano la fuga
Povera, pallida pietosa forma
Che in burrasca perseguo
Gemiti plumbei, ferreo pianto cingono
Il mio capo dolente
Finche’ non mi distolga dall’amore di femmina
E l’infernale roveto non sradichi
Degno non diverrò
Di varcare l’eterno
E per farla finita col tuo crudele irridere
Io possa annichilirmi sulle rocce
E crearmi un altra forma
Al mio fato ubbidiente
Ad amore concordi rinunziamo
E la vegetazione d’inferno sradichiamo
Ed allora avverrà che tornati vedremo
I mondi di felice eternità’
E per l’eternità
Io vi perdono, voi mi perdonate
E come il redentore nostro disse
“E’ questo il vino, ed ecco questo è il pane!”

Edizione – Oscar Mondadori

Ed altri sette amori nel mio letto

D’ebrietà il mio cupo capo incoronano,

E compatiscono e sono dimentichi

D’ogni tua trasgressione grande o piccola.

(da Attorno a me il mio spettro notte e giorno, in Manoscritto Rossetti, 2000)

Non cercar mai di dire il tuo amore

Amore che giammai può essere detto

Perché il vento gentile trascorre

Silente, invisibile.

***

‘the road to excess leads to the palace of wisdom’

“La strada dell’eccesso porta al palazzo della saggezza.”

Blake William – Visioni