DUE POESIE DI SALVATORE ARMANDO SANTORO

di | 3 de Dicembre de 2012

L’agonia della Poesia

Quando l’animo è cupo,
pervaso da rancore,
quando non c’è più amore,
invano cerchi di comporre un verso.
Mancano le parole,
la fantasia ha perso ogni colore!
La tua mente balbetta,
stenta a comporre
qualcosa di decente.
Lo sguardo vaga pensoso,
si sperde tra le nebbie
che nascondono i monti
e cancellano i laghi
ed i torrenti.
I pensieri si rincorrono
come i passeggeri in corsa
in una metropolitana affollata,
dove il rumore
affoga ogni pensiero
ed annega la voce della gente.
Avverti l’inutilità della tua vita:
e sogni un mare di tranquillità
ed isole assolate e sperse
tra l’onde d’un Egeo turchino.
E rivedi i tuoi padri, addormentati
all’ombra d’un contorto fico
o di acacie fiorite e profumate,
tornati a ristorar le stanche membra
dopo che il fato via li sospinse
dall’Eubea ventosa per lidi sconosciuti
a soffrire in cuor di nostalgia.

IL BELLO E IL BRUTTO

Sforzati di guardare
la gente
con i falsi messaggi
che i mass-media diffondono.
Visi ricostruiti
e corpi modellati
dai ferri degli estetisti.
Guarda oltre la maschera
dei modelli imposti.
Corpi informi
e con intelligenze vive;
occhi sgraziati
ma che sanno guardare
con intensità il mondo
per trasmettere immagini
di bellezza e d’amore
e non languidi sguardi
che si esauriscono
nell’agonia di una sera.
Il bello, il brutto,
il grasso, il magro.
Stereotipi imposti
da falsi profeti
che hanno impoverito
e offuscato
la coscienza del mondo.

(Salvatore Armando Santoro)