Qualcosa mi ha disturbato ,nonostante la mia avatica pazienza e tolleranza verso gli incolti,
é il ricordo di quei giorni quando la tragedia in Emilia incombeva e io pregavo pensando a tutti i miei parenti ed amici,le mie di adesso sono rassegnate riflessioni sull’ignoranza ,sulla scarsa conoscenza che hanno certe persone…quel giorno ascoltavo qualcuno vedendo scorrere le immagini dell’Italia con la mia bella Emilia, che la definiva un “paese di vecchi”,mi colpivano al cuore quelle parole, perché l’Emilia “Non è un paese per vecchi”, ma una terra vibrante!!!
L’Emilia é un paese ricolmo di cultura storica e artistica,anche se il dopo-terremoto la lascia trasformata…irriconoscibile…con uno scenario apocalittico .
Un terremoto fa paura!
Ha spezzato vite umane, la gente ha perso le case,
i centri storici ed il patrimonio artistico sono stati colpiti duramente.
Una terra dove numerose aziende sono state lesionate per milioni di euro,sono andati persi migliaia di litri di balsamico, migliaia di forme, tonnellate di frutta.
É un confrontarsi continuo con tanta paura,perché lo sciame sismico dura da giorni e giorni, ma ancora di più quella gente meravigliosa ha tanta voglia di ricominciare una vita normale con il proprio lavoro di sempre.
A Cavezzo ,il paese dove vive una mia cara amica Magda,con la sua famiglia, e a Mirandola e in tutti i paesi vicini all’epicentro la situazione è “drammatica” .
Dopo il terremoto, è il tempo che corre veloce che terrorizza,anche il caldo dell’estate va ad aggravare ancora di piú la situazione degli sfollati.
E poi non ce n’è abbastanza di tempo per salvare tutto,il formaggio ammuffisce, l’aceto balsamico sta uscendo dalle botti, tonnellate di frutta rischiano di andare perse,c’é una corsa frenetica per salvare i prodotti, vendere tutto, e farlo presto!
A dover fare i conti con il tempo ci sono anche gli agricoltori a lanciare l’allarme, chiedendo aiuti in fretta ,sono quasi 100 mila gli ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova ,a essere rimasti senza acqua a causa dei danni agli impianti idraulici, in quei terreni dove si concentra l’80% della produzione della pera made in Italy e la raccolta è a rischio.
Mi dispiace tantissimo per la mia amica Magda ,per sua figlia che tra breve tempo dovrá partorire…questi ultimi mesi di gravidanza dovrebbero essere solo fatti di serenitá e invece…
Il mio pensiero é per loro e per tutte quelle persone che vorrebbero tornare nelle loro abitazioni, se agibili, ma se continuano queste scosse sarà impossibile…
E mi dispiace per i miei parenti che anche se fortunatamente non sono stati colpiti direttamente,non dormono certo sogni tranquilli,la lunga sequenza sismica pare non avere fine.