POESIE E PENSIERI DI EMILY DICKINSON

di | 24 de Maggio de 2012

Che farò io quando turba l’estate,
quando la rosa è matura?
Quando le uova svolino in melodia
da un carcere d’acero: — che farò io?
Che farò io quando dai cieli in gorgheggio
cada su me una canzone?
Quando al ranuncolo dondoli tutto il meriggio
l’ape sospesa — che mai farò io?
E quando lo scoiattolo si colmerà le tasche
e guarderanno le bacche…
Resisterò a quelle candide facce
se tu da me sei lontano?
Al pettirosso non sarebbe gran pena:
volano tutti i suoi beni.
Io non ho ali: a che servono, dimmi,
i miei tesori perenni?

Emily Dickinson

Non avessi mai visto il sole avrei sopportato l’ombra ma la luce ha aggiunto al mio deserto una desolazione inaudita.
*

Solitudine

Buon giorno, mezzanotte

La luna è lontana dal mare

Notti selvagge

La Bellezza non ha causa
Io temo un uomo silenzioso
Molta follia è divino buon senso

Io temo un uomo silenzioso

Tutti hanno diritto al mattino,

Il Passato

C’è un altro cielo

Non ti ho raggiunto

Come fare per dimenticare

Autunno

E’ tutto ciò che ho da offrire

Se ramentare fosse dimenticare

Nessuno conosce questa piccola rosa

o no sono nessuno

Molta follia è divino buon senso

*

Tutti hanno diritto al mattino, alla notte solo alcuni. Alla luce dell’aurora

pochi eccelsi privilegiati.
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Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano-

Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena- o aiuterò

un pettirosso caduto a rientrare nel nido, non avrò vissuto invano.

EMILY DICKINSON

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Come fare per dimenticare

Come fare per dimenticare!
Ma potrebbe insegnarlo?
Si dice sia tra le arti la più facile
quando si impara il metodo.

Cuori duri son morti
nell’acquisirla, eppure
il sacrificio per la scienza adesso
è piuttosto comune.

Sono andata anche a scuola
ma non ne son uscita più informata –
il mappamondo non lo può insegnare
e non serve a niente il logaritmo.

“Come dimenticare”!
Venga qualche filosofo a spiegarmelo!
Ah, essere eruditi
quanto basta a saperlo!

C’è scritto in qualche libro?
In questo caso io potrei comprarlo –
E’ simile a un pianeta?
I telescopi potrebbero scoprirlo –

Se invece è un’invenzione
deve avere un brevetto.
E tu, dimmi, lo sai,
rabbi del libro saggio?
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Non sapendo quando l’alba verrà, lascio aperta ogni porta.

EMILY DICKINSON

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Autunno

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

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Quando la primavera svanisce, v’è il rimorso di non averla vista abbastanza.

EMILY DICKINSON

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Qualcosa da sperare

Qualcosa da sperare,
per quanto lontanissimo,
è capitale contro la disperazione –

qualcosa da soffrire,

per quanto acutissimo,
si sopporta, se ha conclusione.
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Per fare un prato bastano un trifoglio, un’ape e un trifoglio, un’ape e un sogno. Può bastare il sogno Se le api sono poche.

EMILY DICKINSON

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Chi è amato non conosce morte,

perchè l’amore è immortalità,

o meglio, è sostanza divina.

Chi ama non conosce morte,

perchè l’amore fa rinascere la vita

nella divinità.

*

Il mio bozzolo è stretto

Il mio bozzolo è stretto, mi chiamano i colori,
e sto cercando l’aria.
Già un’oscura capacità di ali
mi fa spezzare l’abito che indosso.

La potenza della farfalla è in questa
attitudine al volo,
che le concede prati di maestà
ed i volteggi facili nel cielo.

E devo tormentarmi nel presagio
e decifrare il segno
e commettere errori, se alla fine
io troverò la mia chiave div