ENZO JANNACCI

di | 3 de Maggio de 2012

Son S’cioppàa

Cià damm una sigaretta
eh perchè son arrivato al bar coi soldi
e mi son dimenticato di dire quello che volevo
di comprare le sigarette.
Ma non lo so, saranno state tutte le luci, i videogames, i juke-box
Capito com’è la storia,
Oè sono uscito di casa coi soldi
per andare a comprare le sigarette, e mi fa
-desidera? E io, -juke box. -Come juke box?!
capito, te che capisci, a volte capisci..
Te per combinazione, cosa fumi marlboro?
e come scarpe, Timberland?
eh, un bel pedalaggio
ah, mi fai capire con un gesto che è l’ultima eh,
ciapp’istess…ciapp’istess
son s’cioppaa son s’cioppaa son s’cioppaa
hai presente un canotto mordicchiato da un dobermann
son scoppiato così e così
son s’cioppaa..
Oggi ho pianto dal ridere
ma che pena vederti
fare finta di piangere
son s’cioppaa…
c’ho più mani per chiedere
c’ho più piedi per spingere
son scoppiato così e così
Cià allora sta sigaretta me la dai o no
non vorrei che stessimo quì tutta la notte
io che chiedo la sigaretta e tu che dici che è l’ultima..
secondo te cosa c’ho scritto in fronte: chiedetelo a Bassi?
Non siamo mai stati amici, no no lascia stare
tu sei uno di quelli che se gli chiedono mille lire, dicono
mi raccomando non se le beva
cosa te ne frega a te se me le bevo o no, oscar della bontà..
no no, lascia stare, che poi quelle scarpe non si usano più
le fanno in Corea
E allora, ciapp’istess, ciapp’istess..
son s’cioppaa…
hai presente una vita a cantare in un pullman
son scoppiato così e così
son s’cioppaa…
son scoppiato dal ridere
ma che pena vederti fare finta di piangere
son s’cioppaa…
tu che neghi le Marlboro
tu che adesso hai capito
come nascono i comici

Enzo Jannacci

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Vincenzo Jannacci detto Enzo (Milano, 3 giugno 1935)
è un cantautore, cabarettista, attore, medico e cardiologo italiano, uno dei maggiori protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra.

Caposcuola del cabaret italiano, nel corso della sua cinquantennale carriera ha collaborato con svariate personalità della musica, dello spettacolo, del giornalismo, della televisione e della comicità italiana, divenendo artista poliedrico e modello per le successive generazioni di comici e di cantautori.

Autore di quasi trenta album, alcuni dei quali rappresentano importanti capitoli della discografia italiana, e di varie colonne sonore, Enzo Jannacci, dopo un periodo di ombra nella seconda metà degli anni novanta, è tornato a far parlare di sé ottenendo vari premi alla carriera e riconoscimenti per i suoi ultimi lavori discografici.

È ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme ad Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale formò un sodalizio durato più di quarant’anni.

Ha composto anche numerose colonne sonore, come quelle di Romanzo popolare di Monicelli (1974, di cui insieme a Beppe Viola ha anche tradotto in un felicissimo slang milanese i dialoghi di Age e Scarpelli e al quale ha regalato una delle più poetiche e intense canzoni da lui scritte, Vincenzina e la fabbrica);

Pasqualino Settebellezze (1975), di Lina Wertmüller; Sturmtruppen (1976); Gran bollito di Mauro Bolognini (1977); Saxofone di e con Renato Pozzetto (1979) e Piccoli equivoci di Ricky Tognazzi (1989).

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