SYLVIA PLATH

di | 18 de Aprile de 2012

Forse quando sentiamo che vogliamo tutto è perché siamo

vicini a non volere niente. Il non volere niente ha due

estremi: o uno è del tutto realizzato e ricco e

ha una tale quantità di mondi interiori che quello esteriore

non gli serve per provare gioia, perché la gioia emana dal

centro del suo essere; oppure uno è morto e marcito dentro

e questo mondo non ha niente da dargli.

Sylvia Plath, Diari