La trama
L’opera si svolge sulle rive del fiume Schelda, nel X secolo.
L’anziano duca del Brabante ha affidato i suoi eredi – Elsa e Goffredo – alle tutela del conte Federico di Telramondo. Federico avrebbe dovuto sposare Elsa ma – subendone il rifiuto – ha sposato la discendente di una stirpe di principi pagani, Ortrude, le cui divinità sono dotate di poteri magici. Per vendicare l’affronto subìto dal marito e per ereditare il ducato, Ortrude ha tramutato Goffredo in un cigno convincendo Federico ad accusare Elsa di fratricidio.
Atto I Scena 1ª
In un prato lungo la sponda della Schelda, re Enrico invita i nobili brabantini a difendersi dalla minaccia degli ungari. La battaglia è prevista entro due giorni e chiede l’appoggio del conte di Telramondo – “modello di virtù” – per ristabilire la pace. Federico muove la sua accusa contro Elsa, descrivendola come preda di un sogno perverso: ha ucciso Goffredo allo scopo di regnare sul Brabante con un amante segreto.
Scena 2ª
Chiamata dall’araldo, Elsa compare tra la fila dei cavalieri e, a testa bassa, avanza verso il Re. Tutti restano colpiti dal suo candore e dalla sua timidezza, chiedendosi se davvero il suo cuore sia colpevole delle terribili accuse mossele dal conte. La ragazza racconta un sogno straordinario, in cui un cavaliere sconosciuto sarebbe arrivato dal nulla per salvarla. Il racconto è commentato dalla ripresa del tema del Graal suonato dai violini, dal tema di Lohengrin e del Trionfo di Lohengrin, sfumati come il ricordo di un sogno. Tra i presenti, nessuno osa sfidare il valoroso Federico e la chiamata del Re è sospesa nel vuoto:
“Chi, in nome di Dio, vuole difendere Elsa di Brabante?”
Lohengrin e il cigno.Le prime chiamate non ottengono alcuna risposta. Elsa intona una breve preghiera accompagnata da un coro di donne – “Signore, aiutala! Dio signore, ascoltaci!” – che termina con un frammento del tema di Elsa. Allora si scorge in lontananza una barca trainata da un cigno, al cui interno è un uomo dall’armatura d’argento. Dopo alcuni attimi di meraviglia, il motivo di Lohengrin esplode in tutto il suo splendore e il cavaliere del sogno è viva realtà.
Scena 3ª
Sulle medesime note del preludio, Lohengrin saluta il cigno e promette ad Elsa il suo amore, a condizione (esposta sul tema della Domanda proibita) di non chiedergli mai quale sia il suo nome. Gli astanti sono ammirati e commossi. Telramund accetta di combattere il cavaliere misterioso (“meglio la morte che l’onta!”) mentre il Re si prepara a dare inizio al duello. I due contendenti incrociano le spade. Federico viene atterrato in un colpo ma gli viene risparmiata la vita. Nel grande coro finale, Lohengrin ed Elsa vengono sollevati sugli scudi e acclamati festosamente dalla folla, mentre Telramondo si getta ai piedi di Ortrude piangendo l’onore perduto.
Atto II
Scena 1ª
Durante la notte, nel cortile del castello di Anversa, Federico e Ortrude siedono allo scuro, sui gradini della chiesa. Federico si scaglia contro la donna, accusandola di essere la sola responsabile della sua rovina:
“Non fu per la tua testimonianza che fui portato ad accusare l’innocente? Non fui punito dal giudizio di Dio?!”
“Chiami Dio la tua viltà?” ribatte Ortrude. “Se il cavaliere rivelasse apertamente il suo nome, svanirebbe il potere che l’inganno gli ha concesso.”
Il tema della Magia pervade la scena nel momento musicalmente più evoluto del dramma, mentre Federico – nuovamente soggiogato dalla moglie – viene preso da un’improvvisa e irrefrenabile bramosia di rivalsa. Bisogna agire subito affinché il veleno del dubbio si sparga nel cuore di Elsa.
Scena 2ª
Elsa si affaccia al balcone e ricorda l’amore di Lohengrin. Un abbozzo del tema della Processione preannuncia le nozze tra i due amanti. Ma Ortrude, fingendosi addolorata, le annuncia il pentimento di Federico. Elsa, ingenuamente, ne accetta il perdono, difendendosi però dal sospetto nei confronti di Lohengrin:
“Pove