***26 ago 2011***
I Litfiba hanno partecipato alla realizzazione
della colonna sonora del film:
“Pivano blues-sulla strada di Nanda”
firmando il brano “Dimmi dei nazi”.
Un documentario che racconta il genio di Fernanda Pivano.
L’opera di una straordinaria figura di spicco nella cultura del ’900 italiano, Fernanda Pivano, rivisitata attraverso alcune delle più importanti voci della cultura popolare italiana e americana. Attenta soprattutto al pubblico giovanile, Fernanda Pivano ha contribuito in modo determinante ad abbattere le barriere tra poesia “alta“ e “bassa“, contro le ghettizzazioni delle accademie, facendo rivivere nella coscienza di generazioni di ragazzi le pagine degli autori statunitensi che andava via via traducendo. Fino all’ultimo si è battuta per far sì che venisse riconosciuto lo “status“ di poeti ai grandi cantautori: Bob Dylan, Fabrizio De André, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Jovanotti, Vinicio Capossela, P.F.M. Perfino autori americani celebri come Patti Smith e Lou Reed, Jay Mc Inerney ed Erica Jong, registi come Abel Ferrara hanno attinto al suo patrimonio di ricordi e frequentazioni prestigiose: Hemingway, Warhol, Ginsberg, Kerouac, Corso, l’intera Beat Generation.
La canzone, composta da Piero Pelù e Ghigo Renzulli.
“Dimmi dei nazi”.
E’ la prima volta che la band toscana si cimenta nella scrittura della colonna sonora di un film.
E in questo loro dono a Fernanda Pivano
Il testo é una specie di mantra, è un omaggio alla sua spiritualità.
Il titolo, Dimmi dei nazi, viene dalla frase che disse Hemingway a Nanda quando la incontrò, avendo saputo che i tedeschi l’avevano arrestata per la sua traduzione di “Addio alle armi”.
Il lungometraggio, accopagnato dalle note scritte
dai Litfiba, è diretto da Teresa Marchesi
e documeta l’importanza che la scrittrice genovese,
scomparsa due anni fa, ha avuto nella vita di artisti come
Jovanotti, Abel Ferrara, Vasco Rossi, Francesco Guccini,
Fabrizio De André, Patti Smith, Luciano Ligabue, Morgan,
P.F.M., Vinicio Capossela e dello stesso Piero Pelù.
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Vivere Il Mio Tempo
Ti farei volare sulle onde
Sulla vita come un’altalena
E parlare pure con i pesci
Come una sirena
Ti vorrei insegnare l’equilibrio
Sopra un mare che è sempre tempesta
Per vivere il tuo tempo
E starci bene dentro
Se ridi ora sorridi
Questo gioco è un gioco di equilibrio
Devi solo farci un po’ la mano perché
Stare nel mio tempo è viverlo da dentro
Sorridi ora
Ti direi “hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”
Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti
Ti farei volare sulle onde
Sopra un mare che è sempre tempesta perché
Vivere il tuo tempo
È un equilibrio dentro
Sorridi ora
Ti direi “hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”
Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti
Ti direi “hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”
Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti
Litfiba
Un testo che mi piace questo dei Litfiba , una rockband italiana in continua evoluzione,
formatasi a Firenze nel 1980.
Baritono dotato di un timbro unico e potente ,Pelù è nato e cresciuto a Firenze.
Rinunciando a forme di promozione classiche, come quella televisiva, i Litfiba riescono a raggiungere livelli di popolarità impensabili per un gruppo rock italiano
e “Pirata”, realizzato dal vivo e in studio nel 1989,
li consacra definitivamente.
L’ultimo capitolo della storia dei Litfiba con Pelù come cantante, prima della riunione, è Infinito pubblicato nel 1999 (album dedicato all’elemento mancante, il Tempo, ma criticato da molti per il suono molto leggero). Nonostante tutto riesce ad attirare il pubblico e a vendere quasi un milione di copie. Di gran successo sarà anche la relativa tournée con il tutto esaurito nei palazzetti.
Ma le tensioni artistiche e personali fra il cant