Il poeta mediorientale più famoso in Occidente per aver cantato il vino e il libero amore
è senza dubbio Ornar Khayyam, nato a Nishapur nel Khorasan (Persia nord-orientale) nel 1048 e morto nel 1132.
Khayyam, oltre che poeta, fu anche astronomo, matematico e filosofo.
alcuni film “ospitano” versi del poeta persiano. Nel film L’amore infedele del 2002 viene recitata questa quartina:
“Bevi vino, chè vita eterna è questa vita mortale,
E questo è tutto quel ch’hai della tua giovinezza;
Ed or che c’è vino, e fiori ci sono, e amici lieti d’ebbrezza,
Sii lieto un istante ora, chè questa, questa è la Vita.”
dopo di lui molti poeti. rinnegando le leggi di Maometto. hanno cantato il piacere e l’amore.
Anche oggi molti poeti musulmani condannano l’Islam “bacchettone”.
Le sue “quartine” sono state introdotte in Europa grazie alle traduzioni dello scrittore inglese Edward Fitzgerald (la prima edizione risale al 1859).
Dai Paesi anglosassoni la fama del poeta si propagò in tutta Europa e nel mondo.
A lui è stato dedicato anche un film Le avventure e gli amori di Omar Khayyam produzione Usa del 1957,
nonchè una poesia di Vincenzo Cardarelli (1887-1959),
A Omar Khayyam
(“[…] Abbiamo dopo di te, / bevuto in ben altre cantine. / Abbiamo la gola rossa / dei nostri vini d’Occidente, / o mio vecchio, melodico persiano […]”).
Nelle quartine di Khayyam c’è uno straordinario equilibrio fra vari elementi: la gioia di vivere, un fatalismo tutto orientale, un pessimismo quasi leopardiano (“Beato colui che presto partì via dal mondo, felice quello che mai nel mondo venne”).
La gioia di vivere in Khayyam
si alterna nelle quartine al pensiero della morte,
oltre la quale c’è il vuoto del nulla.
“Ogni attimo che passa veloce della tua vita
non lasciare che passi altro che in buona allegrezza
Sappi che il capitale vero del gran commercio del mondo
è la vita, la vita che passa come tu sai passarla.”
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Tratto da :Articolo Pubblicato su:
Le colline di Pavese nr.107/2005